Serie A, è partita la rivoluzione degli orari

Serie A, è partita la rivoluzione degli orari

5 Giugno 2021 0 Di Redazione

Il calcio come l’avevamo imparato ad amare fino a qualche decennio fa, dalla prossima stagione non esisterà più. Probabilmente, per gli appassionati di scommesse sportive che amano sfruttare i bonus benvenuto casino sarà molto più vantaggioso, dato che la suddivisione delle giornate in veri e propri “spezzatini” renderà più semplice seguire in tempo reale l’andamento di ogni match.

Certo, per i nostalgici del calcio, quelli per cui l’appuntamento è quello della domenica alle tre, si tratta di una vera e propria mazzata. Bisogna considerare come i tempi siano decisamente cambiati ed è chiaro che si punta in misura sempre maggiore sulla differenziazione degli slot in relazione alle varie partite di Serie A. Ovviamente, qualche piccola lacrimuccia rispetto al classico appuntamento della domenica pomeriggio potrebbe anche scendere, anche se lo sport si evolve e anche il modo di approcciarsi alla sua visione deve inevitabilmente adeguarsi ai tempi che corrono. Non solo, dato che ci sono anche problemi logistici: come fatto notare qualche giorno fa dal vicepresidente dell’Associazione calciatori Umberto Calcagno, sarebbe meglio evitare, in certi periodi dell’anno, le partite di pomeriggio.

Una finestra per ciascuna partita

L’obiettivo della Serie A sembra essere diventato quello di fare propri i canoni imposti dalla Liga in Spagna nel corso delle ultime stagioni ed eliminare una volta per tutte la contemporaneità tra le gare. In questo modo, per mezzo di tale innovativa impostazione, gli slot orari del campionato dovrebbero passare da 8, quelli attuali, a 10, quelli della prossima stagione.

Il giorno per la “sentenza” definitiva sarà lunedì 7 giugno, nel corso dell’Assemblea di Lega che si svolgerà a Milano e in cui si parlerà, tra gli altri argomenti, anche della possibilità di apportare una variazione in riferimento a “Nuove gare del campionato Serie A 2021/2022”. Ci sono tutte le premesse perché tale procedura venga approvata.

Questo nuovo schema comporta che il sabato ci siano varie partite: si parte alle ore 14.30, poi un’altra partita si disputerà alle ore 16:30, infine alle 18:30 e alle 20.45. La domenica, invece, si parte sempre con il solito match dell’ora di pranzo alle 12:30, confermando lo stesso programma del sabato. Infine, ci sarà anche il posticipo del lunedì sera, che si giocherà sempre alle ore 20:45.

L’ultima parola, come è inevitabile, sarà quella dei presidenti. Nel caso in cui questa rivoluzione dovesse prendere forma e dovesse arrivare l’ok definitivo, si eliminerà una volta per tutte la contemporaneità delle partite che tradizionalmente prendevano il via la domenica alle ore 15.

Il progetto spezzatino non è una novità assoluta

È chiaro che ci sarebbe notevoli guadagni per la tv che detiene i diritti, dal momento che non ci sarebbero partite trasmesse in contemporanea e, chiaramente, il traffico per gestire tutti i match insieme sarebbe decisamente più contenuto.

Siamo di fronte a una rivoluzione davvero epocale, anche se è bene mettere in evidenza come non si tratta di una novità vera e propria. I dieci incastri orari per le dieci partite della Serie A, infatti, hanno un precedente. Infatti, questa sorta di “spezzatino”, era già capitato nel corso della 23esima giornata della stagione che è appena terminata. In quel caso, si è partiti con l’anticipo del venerdì alle ore 18:30 e la giornata si è conclusa con il posticipo del lunedì alle ore 20:45.

Ebbene, a partire dal prossimo 7 giugno questo nuovo sistema potrebbe essere confermato, non solo per una giornata, quanto piuttosto per tutto il campionato. Insomma, i tifosi, ma anche gli addetti ai lavori, dovrebbero cominciare ad abituarsi a questa nuova modalità “spezzatino”, sulle orme di quanto è stato già scelto di fare in Spagna. Il problema, per un gran numero di fan e appassionati, sarà indubbiamente quello di poter seguire tutte le partite della giornata di campionato, senza litigare con il proprio partner: potrebbe essere senz’altro quella l’impresa maggiore.