IL LIBRO DELLA DOMENICA: “Lezioni di volo e di atterraggio” di Roberto Vecchioni

IL LIBRO DELLA DOMENICA: “Lezioni di volo e di atterraggio” di Roberto Vecchioni

22 Novembre 2020 0 Di Valentina Spataro

Questa domenica voglio consigliarvi un libro che ci tocca tutti, molto da vicino.

I motivi sono molteplici: in primo luogo è stato scritto durante il primo lockdown, in secondo luogo riguarda la situazione difficile che sta travolgendo il mondo della scuola, dagli studenti agli insegnati, agli operatori, ed, in terzo luogo, perché l’autore è una colonna portante della musica italiana.

Il libro si intitola “Lezioni di volo e di atterraggio” e l’autore è il grande Roberto Vecchioni che la scuola la conosce molto bene:

“In questi mesi ho scritto un nuovo romanzo, ho già mandato le bozze, l’ho scritto tra febbraio e marzo: si intitolerà `Lezioni di volo e di atterraggio´, sono delle lezioni che davo ai ragazzi al parco, verso la fine degli Anni Ottanta”

Esploriamo insieme la trama:

La scuola di Roberto Vecchioni prima di tutto è un luogo in cui s’insegna senza impartire lezioni. I ragazzi hanno coraggio, desideri, paure, e una sete dentro che non si spegne mai. Sono irrequieti, protervi, insicuri: in una parola veri. Si chiamano come i più celebri pittori della storia, ma sono solo esseri umani in cerca di se stessi. E il professore, quel Roberto Vecchioni che insegnava negli anni Ottanta in uno storico liceo milanese, è colto, originale, ma soprattutto appassionato, sempre disposto a quell’incantesimo che balena diverso ogni giorno. Che parli della morte di Socrate, del viaggio di Ulisse o di un verso di una poetessa contemporanea, i suoi occhi brillano e la voce va su e giù come un canto. Dietro, c’è il sentimento di chi è cresciuto tra le parole e sa che, con quelle stesse parole, i suoi ragazzi affronteranno la vita. Se è vero che solo quel che si vede con la coda dell’occhio può toccarci nel profondo, come scriveva E. M. Forster, Roberto Vecchioni con queste Lezioni di volo e di atterraggio ci offre esattamente quel che si vede con la coda dell’occhio: un’altra, potentissima, forma di verità. Raccontare storie, e lasciar parlare anche il silenzio. Pungolarsi, emozionarsi, cercare verità alternative. Perché una lezione sia davvero magica ci vuole qualcuno che sappia trasmettere il suo sapere e qualcuno che sappia ascoltarlo. Occorre volare, e poi atterrare, tutti insieme. Così, mentre lo specialissimo professore che abita queste pagine parla di Socrate o di Ulisse, viaggiando leggero nel tempo – dalla guerra di secessione a Fabrizio De André, dal Vangelo a Spoon River, da Saffo ad Alda Merini –, veniamo tutti trasportati in un altrove dove la cultura è qualcosa di vivo, di scintillante, che fa luce – da sempre e per sempre – sul nostro buio. Quindici racconti indimenticabili, quindici lezioni innamorate destinate a colpire il cuore e il cervello. “È gioco, sfida, provocazione. È gettare un sasso e contare i cerchi che si allargano sull’acqua. Porte che si aprono su altre porte, senza mai fermarsi alla prima”. 

Fatemi sapere cosa ne pensate!

 

 

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