martedì, Giugno 18, 2024

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Giulia Salemi sul film della Cortellesi: “Riflettere per non commettere gli stessi errori…”

Giulia Salemi, nota influencer e personaggio televisivo, di origine Iraniana, si sarebbe espressa in merito alla visione del film di Paola Cortellesi: “C’è ancora domani”.

Il film di Paola Cortellesi

In questo film, Paola Cortellesi passa dietro la macchina da presa per dirigere C’è ancora domani, il film che sta sbancando al botteghino grazie ai temi affrontati.

La trama

Delia (Cortellesi) è sposata con Ivano (Valerio Mastrandrea). Hanno tre figli e la sua vita ruota attorno ai due ruoli che le identificano: madre e moglie. Girato in bianco e nero, C’è ancora domani è ambientato in un momento storico particolare, ovvero nella seconda metà degli Anni 40, a Roma. La seconda guerra mondiale si è da poco conclusa e la città eterna prova a buttarsi alle spalle l’orrore di quel periodo. A casa di Delia, però, non si avvertono segnali di miglioramento. Ivano è burbero, despota, guadagna poche lire e riversa la sua frustrazione insultando e picchiando la moglieL’unica persona per cui nutra ammirazione è il padre, il Sor Ottorino (Giorgio Colangeli). Non è un uomo tenero e affettuoso, ma altrettanto aggressivo come il figlio. E a Delia spetta il compito di prendersene cura. Delia è una donna semplice, senza grandi aspirazioni e si augura soltanto che la figlia sia felice. Invece, un giorno riceve una lettera misteriosa. È il momento in cui trova il coraggio per prendere una direzione inaspettata e disegnare un futuro migliore di quello a cui è destinata.

Il commento di Giulia Salemi

Il film della Cortellesi: “C’è ancora domani” è un film che parla di violenza di genere e arriva dritto al cuore delle persone con la sua semplicità ma anche crudeltà. La protagonista, designata fin dalla prima scena come vittima sacrificale di un marito despota e violento, contorna la sua vita di resilienza e pazienza, riconducibili all’epoca in cui viene raccontata la sua storia. Anche Giulia Salemi ha voluto commentare il film della Cortellesi con un post su X in cui scrive:

”Allora, ieri sera ho visto il film di Paola Cortellesi e capisco perché è campione d’incassi.
Lezione di vita!
Che orrore pensare che solo pochi decenni fa questa era la nostra società… Questi film servono a far riflettere e far prendere coscienza a tutti di cosa sia una società patriarcale dove la libertà della donna non era un diritto né una possibilità di scelta. Riflettere per non ricommettere gli stessi errori e visto l’andamento degli ultimi anni, forse questo film andrebbe proiettato nelle scuole medie.
La chiave, leggermente ironica, l’interpretazione magistrale della Cortellesi e di tutto il cast, insieme al romanesco ha reso il tutto davvero scorrevole accattivante e brillante e pur essendo un film in bianco nero, l’attenzione rimane altissima dall’inizio alla fine.
Sapere che così tante persone lo stanno guardando da speranza anche ad una generazione che cresce a balletti su tiktok (prometto su Paola Cortellesi di non farne più ?)”

In un periodo storico in cui si combatte fortemente ancora l’ancestrale e radicato sentimento patriarcale, il film della Cortellesi s’identifica come un manifesto attraverso cui, l’intangibile diventa tangibile e la sottomissione e la violenza vengono rappresentate a pieno schermo a tutto il mondo. Il dolore delle donne dell’epoca è lo stesso che ancora tutt’oggi molte donne vivono. Il film della Cortellesi induce ogni spettatore/spettatrice del suo film a porsi dei quesiti e togliere finalmente quel velo di omertà che risulta più attuale che mai.

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Mariangela Ragno
Mariangela Ragno
Nata in Sardegna precisamente a Cagliari nel 1993. Aspirante Writer. Sognatrice incallita, esperta di moda soprattutto nel campo dell’Hair. Ho collaborato per diversi anni nel campo dell’Hairstylist e della moda. Mi ha da sempre appassionato viaggiare per scoprire nuove culture e la musica in tutte le sue declinazioni.

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