Elezioni Presidenziali USA, da Biden a Trump: com’è il clima durante l’Election Day

Elezioni Presidenziali USA, da Biden a Trump: com’è il clima durante l’Election Day

3 Novembre 2020 1 Di Michele Fazio

Siamo giunti al termine di questa campagna elettorale per l’elezione del 46° Presidente degli Stati Uniti. Oggi, martedi 3 novembre, chiudono le urne e in giornata verrà decretato il verdetto. Tutto questo in Italia accadrà naturalmente di notte, per via del fuso orario: la maratona – come da tradizione – inizierà alle 23:30 fino all’alba e tutta la giornata. Sarà visibile sulle maggiori emittenti televisive italiane, come Rai 2, La7 e SkyTG 24.

Il duello, come spesso accade, si prospetta avvincente nonostante praticamente tutti i sondaggi diano per favorito il candidato democratico Joe Biden. Mai come quest’anno l’affluenza al voto è stata così alta: a ieri hanno votato ben 93.131.017 elettori, di cui 59.126.562 per posta e 34.004.455 di persona. Circa il 67,6% del totale degli elettori nel 2016, quando a contendersi il posto della Casa Bianca erano Hillary Clinton e lo stesso Donald Trump.

Lo scenario, a distanza di quattro anni, non sembra così diverso: i numeri danno in vantaggio Biden in quasi tutti gli Stati. E avrebbe anche scalato nelle gerarchie degli Stati da sempre ritenuti repubblicani, come ad esempio il Texas e buona parte della Florida.

Secondo i sondaggi di CNN, il candidato democratico avrebbe un vantaggio in due Stati chiave per il trionfo: i cosiddetti “swing states” (Michigan e Wisconsin), ovvero gli Stati che da sempre non hanno avuto né uno stampo democratico né repubblicano. E in ogni elezione sono sempre stati in bilico, facendo accumulare un alto punteggio ai precedenti trionfatori.

In Wisconsin Biden ha il 52% dei consensi, a fronte del 44% di Trump. In Michigan, invece, la “partita” è 53% del democratico contro il 41% del repubblicano. L’unico testa a testa ci sarebbe in Arizona e North Carolina. Nel primo Stato l’ex vicepresidente di Obama vince con il 50% contro il 46%. Nel secondo Biden ha un vantaggio di cinque punti. I sondaggi del New York Times spiegano più o meno la stessa situazione. L’aspirante Presidente è in vantaggio rispetto al tycoon in Arizona (+6), Florida (+3), Pennsylvania (+6), Wisconsin (+11) e altri Stati anche citati precedentemente. Il clima dunque è analogo a quello del 2016: i democratici stravinsero nelle previsioni, per poi veder vincere Donald Trump. E proprio secondo lui, anche adesso accadrà la stessa cosa: “I sondaggi sono finalmente finiti. Vinceremo.” Al fronte opposto c’è Biden che si dimostra molto prudente e saggio: “Alla luce delle scorse elezioni, abbiamo imparato a non dare nulla per scontato. Votate. Cambiamo la storia degli Stati Uniti dopo quattro anni disastrosi da parte di Trump.”

In questi giorni molti sono stati i dibattiti tra i due, soprattutto su Twitter: gli sfidanti hanno più volte fatto botta e risposta accusandosi l’un l’altro. Mentre da una parte abbiamo la voglia di sconfiggere il virus, la solidarietà mancata in questi anni e il desiderio di cambiare le sorti del Paesi di Biden, dall’altra c’è la solita idea di capitalismo e patriottismo (a volte un po’ eccessiva) che ha contraddistinto la campagna elettorale di Trump. Insomma, secondo i sondaggi non c’è storia. Ma, se anche questa volta i dem perdessero, Trump compierebbe un’altra impresa. Gli americani decideranno. Biden sembra l’indiziato numero uno per la Casa Bianca. Ma è tutto ancora da vedere.

 

 

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