venerdì, Luglio 19, 2024

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X Factor: la seconda serata è all’insegna di Ambra, ecco cosa è successo, il commento della serata

Eccoci con le pagelle della seconda serata di XFactor che, senza paura di essere smentiti, non ha entusiasmato: non stupiscono quindi i dati di ascolto, i più bassi di sempre.

Ma procediamo con ordine, partiamo dai giudici.

Morgan: Sembrava sedato. Nessun segno della sua verve o dell’entusiasmo visto la scorsa settimana. Ringalluzzito solo dall’entrata della bella concorrente Vittoria Spina, con cui ha fatto il piacione, e dal solito elogio autoreferenziale quando, giustificando il suo si ad un gruppo che non aveva convinto, ha dichiarato: “Io per loro sono come un professore, a loro interessa particolarmente quello che gli dico, molto, li può ferire. Diversamente da quello che gli puoi dire tu, ma non perché io sono meglio di te, è perché loro studiano musica”.

Fedez: Non si riesce a comprendere cosa stia cercando. Sembra che i suoi “si”, siano a caso, uno ogni tre o quattro concorrenti, stile roulette russa. Certo è che i concorrenti di ieri sera, tranne qualche rara eccezione, non hanno entusiasmato.

Dargen D’Amico: Che fosse simpaticamente fuori di testa non lo scopriamo ora, resta vivida la sensazione che il suo giudizio sia molto influenzato dal sentiment del pubblico. Ogni qual volta non è convinto, si gira per capire che aria tira.

Ambra Angiolini: E’ lei la regina della serata: lucida, ironica, pungente ma mai offensiva. Risponde a tono alle stoccate, non sempre simpatiche, di Dargen e Morgan. D’altronde non è da ieri che scopriamo di che pasta è fatta.

Francesca Michielin: In questa fase del programma il suo ruolo è marginale. L’abbiamo vista poco ma è risultata sempre più a suo agio, con tanto di frase motivazionale rivolta ai giudici: “Siate pazienti, siate coraggiosi, siate buoni ma non troppo, siate giudiziosi”.

Con queste premesse, arriviamo al “core” del talent show, coloro che aspirano a diventare delle star, i concorrenti.

Il primo a salire sul palco è Alvaro C. Gutierrez, che porta un brano di Usher. Sicuramente c’è la presenza scenica, c’è quel minimo di intonazione richiesta a chi vuole cantare; peccato, però, che sembrasse un’esibizione di “Tale e Quale Show”. Ai giudici è piaciuto, in particolare a Fedez, per noi banale.

Segue Vittoria Spina, che sale sul palco con l’incedere di una diva, sicura della propria avvenenza. Battuta pronta a parte, la sua versione di “I will survive” di Gloria Gaynor è stata pessima. Stonata più del consentito, più concentrata sulle movenze alla Beyoncè, (anzi, alla Beyoncé scansate), troppo, troppo sicura di sè: Ambra e Fedez l’hanno rispedita a casa.

Carmelo Genovese canta “I Fiori di maggio” di Fabio Concato. Delicato come la canzone richiede: non ci ha rubato il cuore, quello dei giudici si.

Continuando sulla scia del crossover di programmi televisivi, abbiamo avuto anche la quota “Carramba che sorpresa”. Sul palco sale Felicity Lucchesi che, accompagnandosi con la tastiera a tracolla, canta “Heroes” di David Bowie. E’ stata brava e molto coraggiosa: pur cambiando la melodia del brano non lo ha stravolto, lo ha reso semplicemente suo ed ha scongiurato l’anatema di Morgan. Anche perché, sorpresa(!), era stata ad un concerto di Marco quando aveva solo otto anni e, in quella occasione, aveva conosciuto il suo idolo.

La quota commozione ci è stata regalata da Simona Bonura. Canta “L’Addio” di Giuni Russo scritta da Franco Battiato. Un brano insolito per la sua giovane età, ma le va riconosciuto, è brava ed emoziona, riuscendo a dare senso alle parole del testo. Doppio plauso: Simona è autodidatta e non ha mai studiato canto. Applausi!

La travolgente Maria Tomba, si presenta sul palco in ciabatte. E’ un uragano, non sta mai ferma ed è pure intonata. Peccato che abbia deciso di profanare “Piece of my heart” di Janis Joplin, riproposto in versione dance, stile Britney Spears: questa volta l’anatema è stato lanciato, da noi e da Ambra, l’unica ad averle detto no.

Un misto tra “Italia’s got Talent” ed una lezione di filosofia l’esibizione del duo Isobel cara. Chiara ed Emanuele propongono un brano che rimanda al famoso dilemma “è nato prima l’uovo o la gallina?” Avranno perso le lezioni su Aristotele e Plutarco. L’esibizione è surreale: Chiara ha una voce ipnotica ed insieme armonizzano che è un piacere. Peccato che si siano concentrati più sulla forma che sulla sostanza.

I Sickteens ci sono piaciuti. Semplici e talentuosi. Un trio di giovanissimi che ripropone Youngblood dei Five Seconds of Summer. Quattro si meritatissimi. Attendiamo un brano in Italiano per la promozione definitiva.

I Manifesto si esibiscono con Zecca, un loro inedito, voce e chitarre. Sono bravi ma il testo non ci ha convinto, troppe reminiscenze. Sono passati, ma li rivedremo ai live?

Un manifesto degli anni 90 il brano dance Waikiki, di Fabio D’Errico, in arte Il Cremlino. Fedez gli ha riservato un deciso no. E chi siamo noi per contraddirlo? Scontato.

I Fifth Town portano la versione rock di Dieci Ragazze di Lucio Battisti, ma Battisti non lo hanno né compreso, né saputo cantare. Lucio perdonali, non sanno quello che fanno. Fortunatamente Fedez e Dargen hanno scongiurato il pericolo.

I Monarchs, è una band rock formata da Marco, Carlo, Aldo e Adriano. Sono giovani e si vede. Apprezziamo la scelta di Where Is My Mind? dei Pixies, che ne fanno apprezzare il gusto musicale; l’esecuzione non tanto ma i giudici, ad eccezione di Fedez, gli hanno dato un’altra chance.

Fabio Morini, in arte Fabui, armato di ukulele, ci canta il suo inedito Bambino Straniero. Il testo ha un bel messaggio, ha una sua poesia, ma Fabio è troppo fragile, in questo momento il palco non è per lui.

I Jassies si esibiscono nella cover di Feel Good Inc. dei Gorillaz: cosa gli avrà fatto credere di poter avere una qualche possibilità? con quel brano poi? Tre no e la paura è passata.

I Babols si esibiscono nell’inedito Funamboli, troppo stravaganti anche per Morgan.

Lino Raiano, in arte Santiago, ha tentato la scalata con l’inedito Bliblo, per gli ignoranti come noi è il movimento del fondoschiena. Per far meglio comprendere il concetto, la performance è stata arricchita da alcune ballerine. Totalmente d’accordo con quanto dichiarato da Morgan durante l’esibizione, ne riportiamo le esatte parole “Non era obbligato a portare un brano di Luigi Tenco, ma esistono le vie di mezzo”. Punto, game, set, partita.

Cream, al secolo Filippo Fattorini, ci prova con l’inedito Fuckboy. Fedez nota una somiglianza eccessiva con POLKA di Rosa Chemical ma nonostante il suo no, Cream approda alla prossima fase. Per noi un grande mah!

Margherita Silvestrini, in arte Margot, rivisita in chiave elettropop di A far l’amore comincia tu di Raffaella Carrà. Certo il brano si presta, ma Margot è stata convincente. La rivedremo.

Gaia Banfi sperimenta tra suoni e arrangiamenti. Il suo inedito Ragni ha incuriosito tutti, tranne il signor no, Fedez.

Anche Filippo Lapiana sperimenta, propone una nuova versione di Sono solo parole di Noemi, che non dispiace; la conoscenza va approfondita.

Diego Ponessa, in arte Poneta, aveva già partecipato a X Factor 2022, ovviamente senza risultato.  Studioso di canto lirico ritenta con l’inedito Mondo loco e riceve tre si, speriamo per premiare la costanza.

Jacopo Martini, in arte Jacopo Planet, si esibisce nella cover di Il cielo in una stanza di Gino Paoli. Scleri vocali a parte, va sicuramente risentito.

L’ultimo concorrente, Fabrizio Longobardi, in arte Il Solito Dandy, si cimenta con la cover di Telefonami tra vent’anni di Lucio Dalla. L’interpretazione corretta, la scelta inusuale ma, come per Ambra, non è stato amore a primo ascolto.

La prossima sezione di audizioni andrà meglio? Gli amanti dello show, ma soprattutto della musica, lo sperano.

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