UeD, le sensazioni di Giacomo Czerny sul suo primo giorno di trono e su Beatrice Valli ammette che..
«In realtà non ho avuto neanche il tempo di fare mente locale, per capire quali emozioni provassi. A mente fredda mi rendo conto che avevo un groviglio di sensazioni (ansia, felicità, curiosità…), ed erano tutte intrecciate tra loro».
La prima volta sul trono è andata come se l’aspettava?
«Non avevo aspettative perché non ho mai fatto parte di un contesto televisivo, quindi davvero non sapevo cosa sarebbe successo. Sono stato, però, felicemente sorpreso: mi sono ambientato facilmente grazie anche a Maria che ha saputo introdurci, me e Massimiliano, mettendoci a nostro agio».
Cosa l’ha portata sul trono?
«È accaduto tutto per caso, all’inizio per mera curiosità. Non mi aspettavo minimamente di arrivare sino a qui, ho deciso di iscrivermi ai casting per provare a fare una nuova esperienza».
Cosa, della personalità di una ragazza, l’attrae al primo incontro?
«Rimango sempre molto colpito dalla semplicità. Non mi piacciono le ragazze eccessivamente appariscenti, sia nell’abbigliamento che negli atteggiamenti».
Quale particolarità caratteriale, invece, non dovrebbe avere la ragazza giusta per lei?
«Non deve essere silenziosa, adoro le ragazze con una bella parlantina».
Quali sono invece i suoi, di difetti e pregi?
«Sono testardo, permaloso, una persona estremamente puntigliosa tanto che, a volte, divento pesante. Anche se non vorrei esserlo»
Ci può raccontare qualcosa della sua storia d’amore più importante?
«È stata con una ragazza che ho conosciuto intorno ai sedici–diciassette anni. Siamo stati insieme quattro anni, ma il nostro rapporto è stato costellato da diverse pause, una molto lunga della durata di un anno. È finita definitivamente più o meno tre anni fa».
C’è una tronista o una corteggiatrice del passato che ha attirato la sua attenzione?
«Beatrice Valli mi colpì molto, mi piaceva sia esteticamente che nei modi di fare. Ricordo che era semplice, ma al contempo sapeva anche il fatto suo».
Si faccia un augurio per questo percorso.
«Mi auguro di divertirmi e di trovare una persona che mi faccia stare bene. Una persona da vivere a trecentosessanta gradi, nel bene e nel male».
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