Signorini si difende su Chi dopo le accuse: “Ricostruzioni fantasiose”

Alfonso Signorini

Alfonso Signorini ha scelto di intervenire pubblicamente attraverso un editoriale sulle pagine del settimanale Chi, dopo l’autosospensione da Mediaset in seguito alla denuncia per violenza sessuale ed estorsione presentata dall’ex gieffino Antonio Medugno.

Un intervento arrivato a distanza di giorni dallo scoppio dello scandalo alimentato dalle rivelazioni di Fabrizio Corona, che ha parlato dell’esistenza di un presunto sistema in cui il conduttore avrebbe abusato del proprio potere chiedendo rapporti intimi a giovani aspiranti concorrenti in cambio di una partecipazione al Grande Fratello.

Signorini rompe il silenzio

Signorini non è entrato direttamente nel merito delle accuse, ma ha rivendicato la scelta del suo silenzio come atto consapevole e non come segno di debolezza.

“Il silenzio non è debolezza. È forza trattenuta. È il contrario della reazione istintiva, del commento di pancia, della frase buttata lì ‘perché qualcosa bisogna pur dire’” ha scritto il direttore editoriale di Chi.

E ha aggiunto: “Il silenzio è anche questo: una selezione naturale dei propri interlocutori. Parlare a tutti significa, spesso, non parlare a nessuno. Tacere, invece, è scegliere”.

“Il silenzio rivela sicurezza”

Il conduttore ha anche sottolineato come, in un’epoca dominata dalla sovraesposizione e dai chiacchiericci, il silenzio sia diventato un bene raro e prezioso: 

“È il lusso di chi non ha bisogno di spiegarsi sempre. (…) Di chi sa che la verità non ha fretta, e soprattutto non ha bisogno di essere urlata per esistere. C’è un equivoco diffuso: si crede che il silenzio nasconda. In realtà, spesso, rivela. Rivela sicurezza, consapevolezza, profondità. Rivela una cosa che oggi manca terribilmente: il senso del limite. Il limite tra ciò che è pubblico e ciò che è privato”

E ha poi concluso facendo trasparire un senso di tranquillità nelle sue parole, consapevole della sua verità e parlando di ricostruzioni fantasiose:

“È una questione di verità. Perché la verità, quella autentica, non ama il clamore. Non si presta ai titoli inventati, alle ricostruzioni fantasiose, ai processi sommari e improvvisati fatti a colpi di hashtag. La verità ha bisogno di tempo. E spesso di silenzio. Forse dovremmo reimparare a tacere. (…) E un silenzio scelto può fare molto più rumore di qualsiasi urlo”

Signorini in Procura

Dunque, un editoriale dal tono riflessivo e difensivo, che è arrivato mentre la vicenda è entrata in una fase giudiziaria più concreta. Proprio nelle ultime ore, infatti, Alfonso Signorini è stato ascoltato in Procura a Milano.

Davanti ai magistrati, il giornalista ha respinto con fermezza ogni accusa, dichiarando di non aver mai commesso né violenze né estorsioni nei confronti di Medugno.


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Scritto da Simone Fortunati
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