Sanremo 2023, multa confermata alla Rai per pubblicità occulta a Instagram: ecco quanto dovrà pagare
La Rai sanzionata per pubblicità occulta a Instagram durante Sanremo 2023
Brutta tegola per la Rai: il Consiglio di Stato ha confermato la multa da circa 123.000 Euro inflitta dall’Agcom per pubblicità occulta a favore di Instagram durante il Festival di Sanremo 2023. La decisione è arrivata dopo che la Rai aveva presentato ricorso contro la sentenza del TAR Lazio, ricorso che però è stato respinto.
La vicenda e le motivazioni della multaa sanremo 2023
Secondo quanto riportato da Riviera24.it, la vicenda ruota intorno alle menzioni verbali e visive del social network, avvenute dal 7 all’11 febbraio 2023. Il Consiglio di Stato ha ritenuto che queste citazioni abbiano generato un effetto promozionale a favore di Instagram, violando le norme sulla trasparenza pubblicitaria. La presenza sul palco di Chiara Ferragni e la creazione del profilo Instagram di Amadeus sono stati elementi determinanti per la conferma della sanzione.
La difesa della Rai non convince
La Rai aveva giustificato la scelta parlando di una strategia di coinvolgimento del pubblico giovane e non di una promozione commerciale, ma per i giudici questa difesa non è bastata. Il Consiglio di Stato ha precisato che, essendo un servizio pubblico, la Rai avrebbe dovuto agire con maggiore cautela, tenendo conto dell’impatto promozionale del messaggio.
Le precisazioni del Consiglio di Stato
Secondo i giudici, la competenza dell’Agcom in questa materia è corretta, essendo legata alla normativa sui servizi media audiovisivi e non all’Antitrust. È stato invece accolto solo parzialmente il ricorso della Rai sulla sanzione accessoria da oltre 51.000 Euro per le cartoline promozionali della Regione Liguria, considerate comunicazioni istituzionali e non product placement.
Un precedente importante per la trasparenza pubblicitaria
La sentenza segna un precedente significativo per la trasparenza della comunicazione pubblicitaria nei media pubblici. La Rai dovrà dunque adeguarsi a regole più severe per evitare futuri provvedimenti. La questione solleva interrogativi su come gestire in futuro le partnership tra personaggi noti, social network e programmi televisivi, specie nei casi in cui la linea tra promozione commerciale e scelta artistica si fa sottile.