Sanremo 2026, le pagelle della serata Cover (in ordine di uscita): i voti a tutti i duetti in diretta

Sanremo 2026, le pagelle della serata Cover (in ordine di uscita): i voti a tutti i duetti in diretta

La serata più lunga, emozionante e imprevedibile del Festival di Sanremo è qui. In questo articolo trovate le pagelle serata cover Sanremo 2026. Ecco la scaletta completa in ordine di uscita e i nostri voti in diretta a tutti e 30 i duetti in gara.

La quarta serata è da sempre il cuore pulsante del Festival. Omaggi intoccabili, stravolgimenti azzardati e show pazzeschi si alterneranno sul palco dell’Ariston. Come sempre, seguiremo l’evento minuto per minuto, aggiornando in tempo reale le nostre spietate pagelle. Abbiamo già “sbirciato” alcune prove nel pomeriggio e le premesse sono a dir poco esplosive.


Sanremo 2026, le pagelle della serata Cover: i voti a tutti i duetti in diretta

La serata più lunga, emozionante e imprevedibile del Festival di Sanremo è qui. Ecco la scaletta completa in ordine di uscita e i nostri voti in diretta a tutti e 30 i duetti in gara.

01. Elettra Lamborghini con Las Ketchup – “Aserejé” (ore 20.51)

  • Voto: 6

  • Il giudizio del Direttore: Obiettivo centrato in pieno: fanno ballare tutto l’Ariston. Da un’esibizione del genere francamente non ci si aspettava niente di diverso, se non una bella iniezione di pura energia per omaggiare in modo spensierato un brano storico e iconico degli anni Duemila. Missione compiuta, la sufficienza c’è tutta per aver rotto il ghiaccio con lo spirito giusto della festa.

02. Eddie Brock con Fabrizio Moro – “Portami via” (ore 20.57)

  • Voto: 7

  • Il giudizio del Direttore: Un’esibizione carica di pura emozione e forza. D’altronde, “Portami via” è un brano profondissimo e d’impatto nel repertorio di Fabrizio Moro, non facile da maneggiare. Eddie Brock, però, non si fa schiacciare dal peso del pezzo o del partner: regge benissimo il palco, si comporta egregiamente e tira fuori la giusta intensità. Un bel 7 per un duetto solido che arriva dritto allo stomaco.

03. Mara Sattei con Mecna – “L’ultimo bacio” (ore 21.11)

  • Voto: 6

  • Il giudizio del Direttore: Un netto passo avanti rispetto alle prove pomeridiane, che le vale una meritata sufficienza. La cover risulta nell’insieme molto carina, delicata e rispettosa di un classico intramontabile della nostra musica. A dare quella spinta in più e a svecchiare l’esibizione ci pensano le barre inedite di Mecna, che si incastrano bene nel tessuto del brano senza snaturarlo. Promossi, senza strafare ma con eleganza.

04. Patty Pravo con Timofej Andrijashenko – “Ti lascio una canzone” (ore 21.18)

  • Voto: 6,5

  • Il giudizio del Direttore: Semplicemente una Regina. Patty Pravo sale in cattedra e regala una versione di “Ti lascio una canzone” che definire emozionante è riduttivo; la sua presenza scenica e la sua interpretazione magnetica hanno letteralmente stregato l’Ariston. A rendere il tutto un capolavoro visivo e artistico ci ha pensato un bravissimo Timofej Andrijashenko: l’unione tra la voce iconica di Patty e l’eleganza della danza ha creato un momento di televisione altissimo. Standing ovation virtuale.

05. Levante con Gaia – “I maschi” (ore 21.27)

  • Voto: 7

  • Il giudizio del Direttore: Una versione decisamente molto intima e graffiante quella proposta da Levante e Gaia. Le due artiste hanno reinterpretato il classico della Nannini puntando tutto su una forte tensione emotiva e una complicità palpabile. A suggellare un’esibizione intensa è arrivato il bacio finale, un momento di grande impatto scenico che ha chiuso perfettamente il cerchio. Una performance coraggiosa e visivamente potente.

06. Malika Ayane con Claudio Santamaria – “Mi sei scoppiato dentro il cuore” (ore 21.33)

  • Voto: 6

  • Il giudizio del Direttore: Una performance che vive di luci e ombre, nonostante l’indiscutibile eleganza. Malika Ayane è stata semplicemente perfetta, confermandosi una delle voci più raffinate del panorama italiano. Anche Claudio Santamaria si è comportato bene, portando la sua cifra attoriale sul palco, ma resta un grande interrogativo: si poteva scegliere un partner diverso per valorizzare ancora di più l’esibizione? La sufficienza c’è, ma rimane la sensazione che mancasse quel qualcosa in più per renderlo un momento indimenticabile.

07. Bambole di Pezza con Cristina D’Avena – “Occhi di gatto” (ore 21.44)

  • Voto: 7,5

  • Il giudizio del Direttore: Il problema di cantare “Occhi di Gatto” insieme a Cristina D’Avena è che, semplicemente, è un’impresa impossibile per chiunque. La D’Avena sale sul palco e conquista tutto, catalizzando l’attenzione e la memoria collettiva in modo totale. Nonostante questo, Cleo si conferma bravissima e tiene testa con grinta all’impatto della Regina delle sigle, portando la sua energia punk-rock. Un 6,5 di stima per il coraggio: il momento amarcord funziona, ma Cristina resta l’unica proprietaria di quel trono.

08. Dargen D’Amico con Pupo e Fabrizio Bosso – “Su di noi” (ore 21.50)

  • Voto: 6

  • Il giudizio del Direttore: Una versione decisamente piacevole di un classico che non invecchia mai. Il trio ha funzionato, portando a casa una performance solida e ben arrangiata dove tutti hanno dato il loro contributo. Tuttavia, la scena l’ha rubata inevitabilmente lui: Pupo. Sentire “Su di noi” cantata dal suo proprietario originale sul palco dell’Ariston ha dato quel valore aggiunto che ha trascinato l’esibizione. Una sufficienza piena per un momento di grande musica popolare italiana.

09. Tommaso Paradiso con Stadio – “L’ultima luna” (ore 21.56)

  • Voto: 9

  • Il giudizio del Direttore: Semplicemente perfezione allo stato puro. Tommaso Paradiso e gli Stadio hanno messo in scena un omaggio a Lucio Dalla che rasenta l’impeccabile: un brano perfetto, interpretato con un rispetto e un’energia che hanno travolto l’Ariston. Vedere Gaetano Curreri di nuovo su quel palco, con la sua classe infinita, è un regalo per tutti noi. Grazie Gaetano, grazie per averci ricordato cos’è la vera musica. Un 9 meritatissimo per quello che è, finora, il momento più alto della serata.

10. Michele Bravi con Fiorella Mannoia – “Domani è un altro giorno” (ore 22.02)

  • Voto: 8,5

  • Il giudizio del Direttore: Una performance di un’intensità rara, quasi palpabile. Michele Bravi e Fiorella Mannoia hanno affrontato un pezzo pazzesco e “sacro” di Ornella Vanoni con un rispetto e una profondità che hanno lasciato il segno. Le loro voci si sono intrecciate in un dialogo emotivo serrato, regalando una versione densa, sofferta e magistrale. Quando la classe della Mannoia incontra la fragilità elegante di Bravi, il risultato non può che essere un momento di altissima televisione.

11. Tredici Pietro con Galeffi, Fudasca & Band – “Vita” (ore 22.11)

  • Voto: 10

  • Il giudizio del Direttore: L’emozione più grande di questo Festival, un momento che rimarrà impresso nella storia della kermesse. Quando a sorpresa è apparso sul palco Gianni Morandi per cantare insieme al figlio Pietro, l’Ariston è letteralmente esploso. Vedere padre e figlio uniti su “Vita” è stato un colpo al cuore, un passaggio di testimone commovente e potentissimo. Non è stata solo una cover, è stata vita vera sul palco. Un 10 inevitabile per l’emozione, la sorpresa e la bellezza di un abbraccio che ha unito generazioni diverse. Indimenticabile.

12. Maria Antonietta & Colombre con Brunori Sas – “Il mondo” (ore 22.18)

  • Voto: 6,5

  • Il giudizio del Direttore: Un’esecuzione che vive e respira grazie al talento di Brunori Sas. Sebbene Maria Antonietta e Colombre abbiano portato la loro cifra stilistica, è innegabile che Brunori ci metta molto del suo per migliorare l’intera performance, conferendole una profondità e una solidità che altrimenti sarebbero mancate. Il cantautore calabrese si conferma un fuoriclasse capace di dare una marcia in più e di “aggiustare” il tiro su un brano monumentale come questo. Una sufficienza più che piena grazie al suo tocco.

13. Fulminacci con Francesca Fagnani – “Parole Parole” (ore 22.26)

  • Voto: 6,5

  • Il giudizio del Direttore: Una bellissima versione di un classico che nasconde mille insidie. Fulminacci si conferma un artista di una classe superiore, capace di reinterpretare senza scimmiottare, ma la vera sorpresa è Francesca Fagnani. La “Belva” si è calata perfettamente nel ruolo che fu di Mina, con ironia e il giusto piglio, senza mai risultare fuori posto. Bravi entrambi nel saper giocare con un testo iconico, portando a casa una performance fresca, teatrale e molto convincente.

14. LDA & Aka 7even con Tullio De Piscopo – “Andamento lento” (ore 22.37)

  • Voto: 9

  • Il giudizio del Direttore: Se l’obiettivo era trasformare l’Ariston in una discoteca a cielo aperto, il colpo è riuscito perfettamente. LDA e Aka 7even sono stati freschi, bravi e con una padronanza del palco invidiabile per la loro età. Ma la vera perla, quella che sposta gli equilibri della performance, è la batteria del maestro Tullio De Piscopo: il suo tocco impreziosisce tutto, dando spessore e un ritmo travolgente a un classico intramontabile. Una ventata di gioia pura che ha fatto ballare ogni singola poltroncina del teatro. Grandiosi.

15. Raf con The Kolors – “The riddle” (ore 22.49)

  • Voto: 6,5

  • Il giudizio del Direttore: Un’esibizione che ci ha fatto fare un salto indietro nel tempo con una classe infinita. Raf e i The Kolors insieme sono semplicemente meravigliosi da vedere e da ascoltare, portando sul palco una sintonia e un’energia pop internazionale indiscutibile. Resta però un piccolo dubbio sulla scelta del pezzo: “The Riddle” è un brano iconico, ma forse la sua struttura non si presta al meglio per un duetto da gara sul palco dell’Ariston. Comunque, una performance godibilissima che ha alzato il ritmo della serata.

16. J-Ax con Ligera County Fam – “E la vita, la vita” (ore 23.00)

  • Voto: 6,5

  • Il giudizio del Direttore: Un netto miglioramento rispetto a quanto sentito nel pomeriggio. Quella che sembrava una performance a rischio “caos” si è trasformata in una bellissima versione di un classico della comicità milanese. J-Ax e la Ligera County Fam sono riusciti a mettere ordine tra le voci: niente confusione, solo tanto divertimento e il giusto spirito scanzonato che questo brano richiede. Una prova convincente che ha saputo rendere omaggio a dei mostri sacri senza perdersi nella caciara.

17. Ditonellapiaga con TonyPitony – “The lady is a tramp” (ore 23.08)

  • Voto: 6,5

  • Il giudizio del Direttore: Un’esibizione che lascia un retrogusto agrodolce. Se da un lato siamo di fronte a una prova tecnicamente ineccepibile – con un TonyPitony che sorprende per solidità e una Ditonellapiaga sempre elegantissima – dall’altro è mancata la scintilla. Entrambi bravi, voci perfette e un’eleganza d’altri tempi, ma l’emozione è rimasta dietro le quinte. Una performance formalmente impeccabile che però non è riuscita a scaldare il cuore del pubblico come ci si aspettava dopo i rumors delle prove.

18. Enrico Nigiotti con Alfa – “En e Xanax” (ore 23.17)

  • Voto: 7,5

  • Il giudizio del Direttore: Lo ammetto: inizialmente, leggendo il titolo del brano, ero scettico. Con tutti i capolavori che costellano la carriera di Samuele Bersani, mi chiedevo se questa fosse la scelta più giusta. Mi sono dovuto ricredere totalmente dopo averli ascoltati. Enrico Nigiotti e Alfa hanno messo in scena uno spettacolo vero, trattando la canzone con una sensibilità e una sinergia rare. Una performance che ha vinto la sfida più difficile: trasformare un dubbio in un grande momento di musica. Bravi davvero.

19. Serena Brancale con Gregory Porter e Delia – “Besame Mucho” (ore 23.29)

  • Voto: 5

  • Il giudizio del Direttore: Una scelta decisamente azzardata da parte della Brancale che, purtroppo, non ripaga. Nonostante la caratura internazionale degli ospiti, Gregory Porter su tutti, l’esibizione è risultata fredda e distante. “Besame Mucho” richiederebbe una sensualità e un calore che stasera sono mancati totalmente: una performance che non mi ha emozionato per niente, restando piatta e priva di quel mordente necessario per lasciare il segno su questo palco. Un’occasione sprecata.

20. Sayf con Alex Britti e Mario Biondi – “Hit the Road Jack” (ore 23.47)

  • Voto: 6,5

  • Il giudizio del Direttore: Una versione molto bella di un classico intramontabile, capace di portare una ventata di soul e blues internazionale sul palco dell’Ariston. Il trio ha funzionato bene, ma è innegabile che la presenza di Mario Biondi regali emozioni uniche: il suo timbro inconfondibile ha dato quello spessore necessario all’esibizione, rendendola avvolgente e carismatica. Promossi con una sufficienza molto generosa per la classe dimostrata.

21. Francesco Renga con Giusy Ferreri – “Ragazzo solo, ragazza sola” (ore 23.53)

  • Voto: 5

  • Il giudizio del Direttore: Una delle delusioni della serata. Da due veterani del calibro di Francesco Renga e Giusy Ferreri, che il palco di Sanremo lo conoscono palmo a palmo, era lecito aspettarsi molto di meglio. L’esibizione è apparsa sottotono e poco incisiva, non riuscendo mai a rendere giustizia alla profondità di un brano iconico come questo. Un’intesa che è mancata e una resa vocale che non ha convinto: un’occasione mancata per due artisti della loro esperienza.

22. Arisa con Coro del Teatro Regio di Parma – “Quello che le donne non dicono” (ore 00.00)

  • Voto: 7,5

  • Il giudizio del Direttore: Arisa regala emozione pura e brividi veri. Affrontare un brano manifesto della musica italiana non era facile, ma lei lo ha fatto con una delicatezza e una potenza vocale straordinarie. La scelta di farsi accompagnare dal Coro del Teatro Regio di Parma ha elevato la performance, rendendola solenne e quasi mistica. Una versione preziosa che ha saputo onorare il testo originale aggiungendo una nuova, emozionante dimensione sonora.

23. Samurai Jay con Belén Rodríguez e Roy Paci – “Baila Morena” (ore 00.06)

  • Voto: 7

  • Il giudizio del Direttore: Una scarica di adrenalina e sensualità che scuote il teatro nel cuore della notte. Belén Rodríguez torna all’Ariston e lo fa con il piglio giusto, portando quel pizzico di pepe in più che trasforma l’esibizione in un momento di puro spettacolo. Accanto a lei, un grande Roy Paci mette la firma su un arrangiamento travolgente, regalando spessore musicale a una performance nata per far ballare. Un duetto che funziona, diverte e convince grazie a un mix perfetto di carisma e ritmo.

24. Sal Da Vinci con Michele Zarrillo – “Cinque giorni” (ore 00.15)

  • Voto: 7

  • Il giudizio del Direttore: Sal Da Vinci continua a dimostrare il suo straordinario saper prendere il pubblico, confermandosi un interprete di rara sensibilità. Cantare un brano storico della musica italiana come “Cinque giorni” accanto al suo autore originale, Michele Zarrillo, era una sfida rischiosa ma vinta con grande naturalezza. Un duetto solido, armonioso e rispettoso di una melodia che appartiene a tutti noi. La platea dell’Ariston apprezza e il voto premia un’esecuzione impeccabile e sentita.

25. Fedez & Masini con Stjepan Hauser – “Meravigliosa Creatura” (ore 00.21)

  • Voto: 7,5

  • Il giudizio del Direttore: Una versione bellissima che conferma come il duo formato da Marco Masini e Fedez sia ormai una sicurezza assoluta su questo palco. I due artisti hanno trovato un’alchimia vocale e stilistica che funziona e convince, rispettando la potenza del brano originale. A rendere il tutto ancora più magico ci ha pensato Stjepan Hauser: il suo meraviglioso apporto al violoncello ha impreziosito l’arrangiamento, regalando un’atmosfera epica e internazionale alla performance. Promossi a pieni voti.

26. Ermal Meta con Dardust – “Golden Hour” (ore 00.34)

  • Voto: 3

  • Il giudizio del Direttore: La domanda sorge spontanea e inevitabile: perché scegliere questo brano? A cosa serve portarlo sul palco dell’Ariston in una serata dedicata alle cover che dovrebbero emozionare o far cantare l’Italia? Nonostante l’indiscutibile caratura tecnica dei protagonisti, l’operazione risulta totalmente fuori contesto e priva di un senso logico per la gara sanremese. Un 3 netto per la scelta: un esercizio di stile fine a se stesso che non lascia nulla e non arriva a nessuno.

27. Nayt con Joan Thiele – “La canzone dell’amore perduto” (ore 00.40)

  • Voto: 6

  • Il giudizio del Direttore: Una versione quasi celestiale, che si è distinta per una pulizia sonora e un’eleganza notevoli. Nayt e Joan Thiele hanno scelto la strada della sottrazione, regalando un’esecuzione molto armoniosa da sentire e rispettosa del capolavoro di De André. Sebbene sia mancato quel guizzo in più per far decollare il voto, la performance resta una prova di grande equilibrio vocale, capace di cullare il pubblico dell’Ariston in un momento di pura grazia musicale.

28. Luchè con Gianluca Grignani – “Falco a metà” (ore 00.50)

  • Voto: 6

  • Il giudizio del Direttore: Un’esibizione che vive di contrasti. Il problema principale è che la performance è apparsa troppo scarica a livello di Luchè, che non è riuscito a dare quella marcia in più a un brano così iconico. Di contro, bene Grignani: Gianluca tiene il palco con la sua solita personalità, confermandosi l’anima del pezzo. Una sufficienza che premia la storia della canzone e la presenza del “Falco”, ma che risente di un’intesa non perfetta tra i due.

29. Chiello con maestro Saverio Cigarini – “Mi sono innamorato di te” (ore 01.00)

  • Voto: 6

  • Il giudizio del Direttore: Chiello se la cava molto bene nonostante si trovasse davanti a un’impresa quasi impossibile. Scegliere un brano proibitivo come questo di Luigi Tenco è un rischio enorme, specialmente in una serata così lunga, ma l’interpretazione è stata dignitosa e personale. Una sufficienza meritata per aver affrontato un mostro sacro della musica d’autore con il giusto rispetto e senza strafare.

30. Leo Gassmann con Aiello – “Era già tutto previsto” (ore 01.06)

  • Voto: 7

  • Il giudizio del Direttore: Un finale col botto. Molto bene Leo Gassmann e Aiello, che hanno saputo interpretare uno dei brani più difficili e intensi di Riccardo Cocciante con una partecipazione emotiva travolgente. Sono stati molto bravi ed emozionanti, riuscendo a trasmettere tutta la forza di un testo che non concede sconti. Una performance potente che chiude la serata delle cover con una nota altissima, confermando il talento di entrambi.


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Scritto da Giuseppe Currado