E’ morto Antonello Fassari de I Cesaroni, le parole di Claudio Amendola del cast dopo la notizia

Morto Antonello Fassari, volto amatissimo de I Cesaroni
Lutto nel mondo dello spettacolo: è morto oggi, sabato 5 aprile 2025, Antonello Fassari, celebre attore romano, a 72 anni. Diplomato all’Accademia nazionale d’arte drammatica Silvio D’Amico, Fassari è ricordato per l’iconico ruolo di Cesare Cesaroni nella serie tv I Cesaroni, ma anche per le sue interpretazioni in film come Romanzo Criminale e Suburra. Antonello Fassari, insieme a Claudio Amendola, è stato un volto simbolo della serie tv. Nella sua lunga carriera ha saputo coniugare talento teatrale, ironia televisiva e impegno cinematografico.
Gli inizi tra teatro e comicità: la nascita di un attore
Antonello Fassari nasce a Roma il 4 ottobre 1952, figlio dell’avvocato Osvaldo Fassari e di Adriana Gambardella. Si diploma nel 1975 all’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico e inizia subito un’intensa attività teatrale. Ma è in televisione che si fa conoscere dal grande pubblico, con programmi cult come Avanzi e Tunnel, in cui dà vita a personaggi profondamente intrisi di romanità, come il compagno Antonio, con eschimo e borsa di Tolfa. Proprio grazie a questi programmi, Antonello Fassari Cesaroni Claudio Amendola sono diventati volti noti del piccolo schermo.
Il successo con il cinema e la fiction: Romanzo Criminale, Suburra e I Cesaroni
Nel corso di oltre cinquant’anni di carriera, Fassari ha lavorato con grandi registi italiani: Marco Risi (Il muro di gomma), Marco Tullio Giordana (Pasolini, un delitto italiano), Michele Placido (Romanzo Criminale) e Stefano Sollima (Suburra). Ma il grande successo arriva nel 2006 con I Cesaroni, dove per otto stagioni interpreta Cesare Cesaroni, oste dal cuore ruvido ma sincero. Un ruolo che gli ha regalato popolarità e affetto trasversale da parte del pubblico. In particolare, quando si parla di Antonello Fassari Cesaroni Claudio Amendola tra i fan della serie tv, è chiaro il legame speciale che si è instaurato tra i protagonisti e il pubblico.
Altri ruoli e passioni: dalla regia alla musica
Nel 2000 Antonello Fassari debutta come regista con Il segreto del giaguaro, con protagonista il rapper Piotta. Ma già nel 1984 aveva sperimentato il rap con il brano Romadinotte, scritto da lui su base di Lele Marchitelli, Danilo Rea e Pasquale Minieri. Ha partecipato anche a film come Selvaggi di Carlo Vanzina, alla miniserie Luisa Spagnoli con Luisa Ranieri e, più recentemente, al film Flaminia, dove interpreta il padre del personaggio di Michela Giraud. Grande tifoso della AS Roma, nel 2020 ha ricevuto un riconoscimento al Premio Sette Colli Romanisti. Molti ricordano Antonello Fassari, Cesaroni Claudio Amendola per i loro contributi artistici indimenticabili.
La vita privata e la famiglia lontana dai riflettori
Nel 1982 Antonello Fassari ha sposato Maria Fano, una donna lontana dal mondo dello spettacolo, dalla quale ha avuto nel 1989 l’unica figlia, Flaminia. Entrambe hanno sempre mantenuto un profilo riservato, lontano dai riflettori, come lo stesso Fassari aveva scelto di fare negli ultimi anni della sua carriera.
I problemi di salute: depressione, angina e la malattia finale
Nel 2024, ospite a La Volta Buona, Fassari aveva raccontato di aver attraversato un periodo difficile dopo la separazione dalla moglie: «Sentivo come una carpa dentro, qualcosa che mi mordeva. Ero divorato dalle ansie». A questa fragilità emotiva si era aggiunta anche una diagnosi di angina, che lo aveva ulteriormente provato. Ma, nonostante le difficoltà, sembrava essersi ripreso.
Secondo quanto rivelato da Claudio Amendola, amico e collega, Fassari combatteva da tempo contro «una malattia bastarda» che ha avuto un peggioramento repentino nell’ultimo mese: «Sapevamo che era malato, ma non ci aspettavamo questo».
Il ricordo de I Cesaroni e il tormentone “che amarezza”
Nel corso degli anni, Antonello Fassari ha più volte ricordato con affetto la sua esperienza in I Cesaroni: «Il format spagnolo era perfetto, toccava temi veri. Il tormentone “che amarezza”? È mio. Non è una battuta, è una sentenza filosofica». Un’eredità culturale che è rimasta impressa nel lessico popolare italiano.
Claudio Amendola: «Sarai sempre mio fratello»
Tra i più commossi, Claudio Amendola, che con Fassari ha condiviso il set per otto anni: «Sapevamo della malattia, ma non eravamo pronti. Per me è un pezzo di vita che va via. È dura anche solo parlarne. Mi aspetto che stia borbottando da qualche parte lassù». Parole che testimoniano un legame profondo, umano e professionale, nato davanti alla macchina da presa e proseguito ben oltre il set. Nei cuori dei fan, Antonello Fassari Cesaroni Claudio Amendola rimarranno per sempre un ricordo speciale.
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