martedì, Maggio 28, 2024

ULTIMI ARTICOLI

CORRELATI

Maneskin, al via il RUSH! World Tour, tutte le informazioni

Dopo la vittoria ai Video Music Awards 2023 nella categoria “Best Rock”, i Maneskin, si sono esibiti in un concerto a sorpresa a Times Square, New York.

Il concerto improvvisato, che ha attirato migliaia di fan, è il preludio del RUSH! World Tour che parte il 21 settembre dal Madison Square Garden di New York per poi proseguire nelle maggiori arene del Nord America, Sud America – Argentina, Brasile, Cile e Colombia -, Giappone, Regno Unito, Europa e per la prima volta in Australia.

La band romana, partita dal palco di XFactor, nel settembre 2017, in sei anni ha conquistato l’Italia, vincendo il festival di Sanremo nel 2021, con “Zitti e Buoni”, l’Europa, vincendo l’Eurovision Song Contest nello stesso anno e pian piano si sta facendo conoscere ed apprezzare in tutto il mondo, come il loro prossimo tour ed i vari riconoscimenti ottenuti in questi ultimi due anni confermano.

Seppur estremamente ammirati da quanto questi ragazzi abbiano costruito in sei anni, vorremmo però riportare solo per un attimo il discorso sul mero piano musicale.

Perchè si, la band di Damiano, Victoria, Thomas e Ethan è stata bravissima a costruirsi un’immagine vincente, a cavalcare l’onda delle tendenze, a fare show sul palco e, soprattutto, fuori, a migliorarsi, anche tecnicamente.

Ma il pensiero vola a quel 14 settembre 2017 quando, quattro adolescenti salgono sul palco di XFactor, con la sfrontatezza e la spontaneità di chi sa cosa vuole fare da grande ma non è stato ancora inquinato dalle circostanze. Si esibiscono con un loro inedito “Chosen” e restiamo tutti a bocca aperta.

Manuel Agnelli, quello che diventerà il loro giudice, li guarda con gli occhi “a cuoricino”, anche se d’accordo con Levante e Mara Maionchi, tecnicamente dovevano crescere (“Il batterista è scarso” esclama Levante), e non poco. Anche Fedez apprezza l’esibizione, pur non condividendo l’atteggiamento sicuro di Damiano, che rasentava la presunzione.

Ebbene quella sera abbiamo visto “qualcosa”: la voce di Damiano, non impeccabile, ma particolarissima, un’attitudine lontana dal panorama discografico italiano imperante e dilagante, una promessa che poteva e doveva essere mantenuta.

L’evoluzione della band però è andata in tutt’altra direzione. Da promessa da mantenere a promessa disattesa è stato un attimo. I Maneskin sono diventati la “copia di mille riassunti”, citando il testo di “Giudizi Universali” di Samuele Bersani. Nulla che li distingua dal resto, se non la voce di Damiano.

Partendo dai Beatles e dai Rolling Stones, negli anni, abbiamo avuto decine e decine di dimostrazioni che, se hai qualcosa da dire e in quel qualcosa ci credi, è stata l’industria discografica a piegarsi al talento, rischiando ed andando contro mode e tendenze.

Per i Maneskin, al momento, ci sembra vero il contrario.

http://insta_1694936631429

I PIU' LETTI