domenica, Luglio 14, 2024

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“Ma Biagio è normale o gay?” Ancora uno sfondone della Ricciarelli, il GF farà ancora finta di niente?

Ci si appellerà ancora all’uso eccessivo del politically correct per coprire l’ennesimo sfondone di Katia Ricciarelli al Grande Fratello Vip? La soprano ancora una volta ha dato dimostrazione che non sempre a una grande preparazione artistica corrisponde una grande cultura e l’uscita di oggi è la dimostrazione di una mentalità gretta e medievale che andrebbe combattuta e non coperta o giustificata. Katia Ricciarelli oggi parlando con Soleil Sorge e Manila Nazzaro ha chiesto se Biagio D’ Anelli fosse gay o normale come se una cosa precludesse o escludesse l’altra, nessun richiamo in confessionale per la soprano quantomeno per farle notare lo sfondone che avesse preso.

Stride ancora una volta questo chiudere gli occhi davanti ai comportamenti bislacchi e al limite dell’educazione della soprano, anche se in questo caso non si tratterebbe di maleducazione quanto di barriere culturali e di pregiudizi che alcuni proprio non riescono ad abbattere nella consapevolezza di stare dalla parte della ragione senza provare a fare un passo avanti per cercare di mettersi in discussione e capire forse di stare dalla parte sbagliata. Sarebbe il caso davvero che la televisione davanti a simili preconcetti o pregiudizi assumesse una funzione educativa e sanzionasse chi si renda responsabile di espressioni omofobe o separatiste.

La Ricciarelli andrebbe quantomeno messa in nomination d’ufficio o redarguita alla stessa maniera per cui per molto meno è stata messa alla pubblica gogna in diretta televisiva Lulù Selassiè, passando sopra a quello che può essere considerato uno dei mali oscuri di questo secolo, quelle crisi di panico di cui soffrono tanti giovani a causa delle loro insicurezze e delle loro fragilità e che l’isolamento dovuto al Covid-19 ha accentuato invece che limitare. Questa volta davvero non si possono chiudere gli occhi, una sanzione per la Ricciarelli servirebbe di esempio e insegnamento per tutti coloro che ancora vivono nel pregiudizio, giusto per far comprendere loro che per fortuna viviamo in una società multiculturale e multirazziale dove l’orientamento sessuale non deve costituire un problema, ma una cosa normale, una risorsa aggregativa e non divisiva. Signorini questa volta non può far finta di non aver visto e sentito, questa volta invece di avventarsi su una ragazza fragile e insicura sarebbe opportuno condannasse i comportamenti eccessivi di una donna matura che dietro il suo sguardo austero nasconde tanta supponenza e perchè no anche un pò di cattiveria.

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Giuseppe Scuccimarri
Giuseppe Scuccimarri
Giuseppe Scuccimarri, classe 1969, esperto di televisione e cronaca rosa con interessi anche per l'attualità e la politica nazionale e internazionale. Autore della commedia "Il delitto di Lord Arthur Savile" (2002) e del musical "La vita è una splendida canzone" (2014), ghostwriter per diversi autori e paroliere, amante della scrittura e della letteratura italiana e straniera.

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