Il Volo World Tour 2026-2027, la recensione del concerto ad Este (PD)

Continua il suo cammino il World Tour 2026-2027 de Il Volo, che quest’estate fa tappa in Italia con una serie di concerti nei luoghi più affascinanti del nostro Paese. Ieri sera è stata la volta di Este.

Non mi è mai stato del tutto chiaro – e temo che a questo punto non lo sarà mai – perché un certo tipo di musica non abbia la notorietà che meriterebbe nel nostro Paese, soprattutto tra le persone della fascia d’età più giovane.

Spesso tendiamo a dare per scontato il talento che abbiamo vicino, finché non conquista il resto del mondo. Solo allora sembra che riusciamo davvero ad accorgercene. Ieri sera, su quel palco, Il Volo ha riportato a casa tutto quel percorso internazionale costruito in questi anni.

È uno show costruito davvero molto bene. Come da tradizione, una grande orchestra accompagna il trio alle spalle e le canzoni si susseguono senza mai diventare monotone.

La costruzione della scaletta è sicuramente uno dei punti di forza dello spettacolo. I diversi momenti dedicati alle varie tappe della loro carriera trasformano il concerto in un racconto condiviso, permettendo al pubblico di non limitarsi a osservare, ma di camminare insieme a loro dentro la musica.

Nella scaletta c’è tutto: dalla lirica, alle arie e ai grandi classici, fino agli inediti di Ad Astra, il loro ultimo disco, passando per Grande Amore, Capolavoro e una sezione di cover interpretate singolarmente o in coppia, alternandosi sul palco.

In uno spettacolo di questo tipo è fondamentale ritagliarsi uno spazio individuale, perché un trio non è una fusione indistinta, ma un insieme di personalità artistiche che sul palco camminano insieme.

Per il proprio assolo, ognuno ha scelto la propria zona di comfort: Gianluca e Ignazio hanno omaggiato il cantautorato reinterpretando Mia Martini e Luigi Tenco, mentre Piero è rimasto fedele alla lirica con un’intensa interpretazione di No puede ser.

Personalmente ho trovato bellissime anche le introduzioni a questi assoli: piccoli monologhi in cui ciascuno raccontava qualcosa di sé e del proprio rapporto con la musica. Tra i tre, quello di Gianluca è forse il più introspettivo: ripercorre brevemente la sua vita, dall’infanzia trascorsa ad ascoltare e cantare le prime canzoni insieme al nonno fino al presente, lasciando emergere una sensibilità che accompagna tutto il suo percorso artistico.

Le location che Gianluca, Piero e Ignazio scelgono per i loro concerti sembrano accogliere naturalmente la loro musica. Luoghi come quello di ieri sera, in cui per qualche ora la quiete si incrina sotto la forza delle loro voci.

«Un artista senza il proprio pubblico non va da nessuna parte e se noi siamo qui è solo grazie a voi». Ignazio pronuncia questa frase tra le ultime canzoni del concerto e credo racchiuda perfettamente la realtà. Il Volo può contare su un pubblico straordinariamente fedele: ci sono persone che arrivano da ogni parte del mondo per ascoltarli, ed è bello vedere quanto loro tre ne siano profondamente consapevoli.

Se questa è la musica che rappresenta l’Italia nel mondo, allora possiamo stare tranquilli: siamo davvero in buonissime mani.

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Autore

  • Alice Fontana

    Mi chiamo Alice, la scrittura è il canale attraverso il quale cerco di capire e raccontare il mondo.
    Come amo l’arte, in tutte le sue forme, amo anche la televisione e la musica.
    Qui racconto ciò che accade tra tv e intrattenimento per i lettori di Mondotv24.

Scritto da Alice Fontana
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