Giulia De Lellis, l’incubo stalking: “Dal 2023 perseguitata, violata la privacy di mia figlia”. La denuncia choc
Dietro i successi professionali e la narrazione patinata dei social, Giulia De Lellis stava nascondendo una realtà drammatica che ha deciso di svelare solo ora, mossa dalla necessità di proteggere i propri affetti più cari. Attraverso una serie di storie su Instagram, l’influencer ha rotto il silenzio su una vicenda di stalking, diffamazione e violazione della privacy che la vedrebbe protagonista, suo malgrado, dal lontano 2023.
Uno sfogo fiume che non tocca solo la sua sfera personale, ma che denuncia un superamento dei limiti morali e legali che ha coinvolto persino una bambina innocente.
Una persecuzione lunga anni: “indagini fondate e rinvio a giudizio”
Giulia non ha parlato di semplici “hater”, ma di una vera e propria attività persecutoria che ha già preso la via dei tribunali. L’influencer ha chiarito che la macchina legale è in moto da tempo per tutelare lei e la sua famiglia:
“Nel corso degli anni sono già state avviate diverse azioni legali. Le indagini svolte fino ad oggi hanno confermato la fondatezza delle mie denunce, con conseguente rinvio a giudizio dell’imputato.”
Nonostante i procedimenti giudiziari pendenti, la De Lellis sostiene che gli attacchi non si siano mai fermati, trasformandosi in una campagna diffamatoria fatta di accuse gravi e infondate rivolte anche alle persone a lei più vicine.
Il punto di non ritorno: violata la privacy della figlia neonata
Il passaggio più doloroso del racconto riguarda la figlia dell’influencer. Giulia ha denunciato un episodio che definire inquietante è riduttivo: la diffusione online di dati sanitari sensibili riguardanti la bambina, ottenuti e divulgati senza alcuna autorizzazione.
Il racconto si fa toccante quando Giulia ricorda il momento in cui è avvenuto questo attacco: il post-parto, una fase di estrema fragilità per ogni donna.
- La denuncia: Informazioni sanitarie divulgate pubblicamente.
- Il contesto: Un momento delicato come la nascita di una minore.
- Il messaggio: “Potete immaginare cosa abbia significato per me. Parliamo di una bambina, di dati privati esposti come se fosse normale”.
Giulia De Lellis: “Essere un personaggio pubblico non è un’autorizzazione a colpire”
Giulia De Lellis ha chiuso il suo intervento con una riflessione necessaria sul confine tra vita pubblica e diritto alla riservatezza. Il messaggio è chiaro: la notorietà non può e non deve diventare un’arma in mano a chi vuole distruggere la vita altrui.
“Questa persona deve essere fermata”, ha ribadito con fermezza, spiegando che la sua denuncia serve anche a dare voce a chi, pur non avendo la sua visibilità, è vittima degli stessi comportamenti. La battaglia di Giulia ora continua nelle aule di giustizia, ma il suo grido d’aiuto social ha già sollevato un’ondata di solidarietà senza precedenti tra i follower e i colleghi del mondo dello spettacolo.

