Diletta Leotta rivela il segreto del suo matrimonio con Loris Karius

In queste ultime ore, Diletta Leotta si è lasciata intervistare da Paola Perego all’interno del suo nuovo podcast dal titolo Poteva andare peggio. Nel corso della chiacchierata con la conduttrice, Leotta si è raccontata senza filtri parlando del suo lavoro e anche della sua vita privata, tra cui il matrimonio con Loris Karius.

Il primo incontro con Loris

La presentatrice sportiva si è sposata con il noto portiere tedesco nel 2024. I due hanno avuto la loro prima figlia, Arya, nel 2023. Attualmente, sono in attesa del loro secondo figlio che nascerà tra pochi mesi.

Intanto, durante la puntata del format web, Diletta ha raccontato come è nata la loro relazione:

“Ero con 5 amiche in un locale, stavamo facendo un weekend al femminile. Lui è arrivato e quando l’ho visto ho detto “è arrivato l’uomo della mia vita”. Gli ho fatto un applauso, ma lui ci ha guardate schifate”

Da lì la coppia non si è più separata.

Il segreto del loro matrimonio? La distanza

Nonostante il legame forte, Diletta Leotta e Loris Karius non vivono insieme. Lei, infatti, abita a Milano mentre lui in Germania, dove gioca nello Schalke 04. Pertanto, i due non condividono lo stesso tetto in modo continuativo. E forse è proprio questa distanza che mantiene solido il loro matrimonio.

A raccontarlo è proprio lei:

“Il punto di forza della nostra relazione? La distanza che aiuta a preservare i propri spazi. Un giorno vivremo sotto lo stesso tetto, ma per il momento riusciamo a incastrarci bene”

La conduttrice ha aggiunto:

“Questa possibilità di avere i nostri spazi ci fortifica e ci dà la possibilità di dire: “Stiamo insieme ed è una festa”. C’è tanto da lavorare e ci ritroviamo nei momenti in cui festeggiamo. C’è il desiderio. Avere i propri spazi è una regola base pensando sul lungo termine. Settimana scorsa sono stata in Germania 4 giorni, poi lui viene nei weekend, poi io rivado”

Una convivenza stabile in futuro non è però esclusa: “Un giorno vivremo sotto lo stesso tetto, ma per ora riusciamo a incastrarci bene”.

Scritto da Simone Fortunati
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