martedì, Giugno 25, 2024

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Carolina Marconi contro la legge dell’oblio oncologico: non rimango in silenzio

Carolina Marconi è guarita dal tumore al seno, ma per la legge è ancora malata. Questo viene percepito dalla showgirl e da tutti gli ex pazienti oncologici con l’oblio oncologico, la legge approvata il 5 dicembre 2023 destinata a ridurre la discriminazione dei pazienti oncologici. I giornali l’hanno descritta come una vittoria, ma è davvero cosi?

Le parole di Carolina Marconi

In un lungo reel su Instagram, Carolina Marconi si è lasciata andare alla delusione, raccontando ciò che davvero è la legge sull’oblio oncologico: ennesimo fermo nella vita di chi ha combattuto a denti stretti per tornare alla normalità.

Una vittoria è la legge sull’oblio oncologico. Una vittoria per pochi. Voglio dare voce a tutti coloro che mi hanno scritto, tutti proviamo ansia, tristezza, rabbia poiché é la legge andava fatta, ma non cosi. L’italia , come tutti i paesi dall’Unione Europea aveva tempo fino al 2025 per la legge. Perché tanta fretta per approvarla al senato, ma senza modificarla o portare quantomeno il tempo di attesa da 10 anni a 5 anni? Si è scelta la via più facile, che sicuramente avvantaggia banche e assicurazioni ma non le persone che vivono disagi enormi tutti il giorni. […] Adesso vorrebbero convincerci che dieci anni sono un tempo giusto e che tutto sommato non sono tanti. Ma quelli che dicono questo io voglio rispondere IO VOGLIO VIVERE ADESSO.

La legge non ti dà la possibilità per 10 (o 15 anni a seconda del tumore) di poter avere un mutuo, finanziamenti, fare concorsi e adottare. Una legge che distrugge uno dei tanti sogni di Carolina, quello di adottare un bambino. É bene ricordare che la maggior parte dei pazienti oncologici diventa sterile dopo le cure, ciò significa che la loro unica possibilità per avere una famiglia è l’adozione.

Se oggi mi sono mi fosse concesso un mutuo, tra dieci anni ne avrei già pagato dieci anni. Se oggi mi fosse concesso un finanziamento, tra dieci anni avrei finito di pagarlo e avrei magari un’attività già fiorente. Se oggi mi fosse concesso di adottare un figlio tra dieci anni avrei già avuto la possibilità di vedergli spuntare il primo dentino, di vederlo camminare, accompagnarlo il primo giorno di scuola e forse anche la comunione. [..]

Non siete Dio per decidere il mio e il destino di tanti altri. Noi vogliamo vivere liberi da ora. Nessuno è immortale. E in questa vita che ne sappiamo che succederà da qui a dieci anni? Questa, questa è una legge che che discrimina e che dice che non è così mente sapendo di mentire. La politica insieme alla comunità scientifica potevano fare di più. [..]

Guariti o malati?

Un’altra lacuna legislativa che pone gli ex pazienti oncologici in una posizione di disagio è la pensione dell’INPS, tolta una volta finite le cure.

Vorrei ricordare a chi fa le leggi che ad un malato di cancro, dopo aver smesso la chemioterapia viene tolta anche la piccola pensioncina dell’Inps. Quindi per loro siamo guariti e per voi no? Il comitato scientifico su questo argomento si è espresso perché anche questo è discriminante? Perché si usano due pesi e due misure. Noi malati di cancro paghiamo le tasse uguale a tutti e quindi dobbiamo avere gli stessi diritti di tutti. [..]

In questi giorni pensavo danno soldi, giustamente, perché lo Stato deve aiutarli ai terremotati per ricostruire case nello stesso posto dove potrebbe riaccadere ed ottengono agevolazioni sulle tasse. E sottolineo che lo Stato deve aiutarli. Invece noi nulla. Anche quando ti ammali di cancro ti crolla il mondo addosso.
Cadono le fondamenta, le fondamenta come quelle di una casa e quindi anche noi dobbiamo essere supportati. A me manca il respiro se penso che tra dieci anni avrò 55 anni e che solo allora potrò iniziare a vivere. 

Questa legge è fatta così, è inutile per la maggior parte di noi. Siamo più di 1.000.000 di persone guarite in Italia e abbiamo il diritto di riprendere in mano le nostre vite. Allora non dite che siamo guariti per voi, siamo ancora malati. Punto. Chiamateci ancora malati, non guariti. Allora dobbiamo avere il diritto e l’assistenza per dieci anni senza che nessuno possa toglierci la pensione.

Nessuna vittoria..

Questa legge non fa altro che discriminare i cittadini colpiti da un male che non hanno scelto, con cui hanno dovuto fare a ‘‘botte” tra la vita e la morte. Una delle prime cose che un paziente oncologico vuole è tornare alla normalità, nella speranza di non subire ancora lo stigma del malato. Invece, il nostro Senato ha deciso di renderli dei marginati, esclusi dal sistema per troppi anni.

Ora che la legge è questa, per tranquillizzarci ci dite che entro tre mesi ci saranno i decreti attuativi dove esamineranno caso per caso patologia per patologia e in quel caso ci sarà una riduzione degli anni. Io non ci credo. Io non ci credo. Oggi è il dieci di dicembre, fra tre mesi sarà il dieci di marzo.
Beh, voglio proprio vedere se per quella data saranno fatti i decreti attuativi e se veramente miglioreranno la nostra legge. Io non mollo e insieme alle tante persone e associazione che combattono insieme a me vi saremo con il fiato sul collo. Scusatemi lo sfogo, ma io non rimango in silenzio.

 

 

Samanta Santoro
Samanta Santoro
Samanta Santoro, aspirante giornalista. Laurea triennale in Educatrice socio culturale. Iscritta alla magistrale in Comunicazione, Media digitali e Giornalismo. Appassionata di cronaca rosa, temi sociali, gender studies e psicologia. Amante del dare opinioni non richieste.

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