Belve: Sal Da Vinci parla delle critiche dopo Sanremo 2026
Il salotto più graffiante della televisione italiana ha colpito ancora. La prima serata di Rai 2 ha visto accomodarsi sullo sgabello delle interviste il trionfatore dell’ultimo Festival di Sanremo. L’ospitata di Sal Da Vinci a Belve, andata in onda martedì 28 aprile 2026, ha regalato al pubblico un ritratto inedito dell’artista partenopeo. Tra ironia, risposte diplomatiche (tanto da spingere la padrona di casa Francesca Fagnani a definirlo simpaticamente “un democristiano”) e frecciatine al veleno contro i pregiudizi della critica, il cantante si è messo a nudo affrontando le luci e le ombre di una lunghissima carriera.
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Nonostante i tentativi della conduttrice di metterlo alle strette, ricorrendo persino al temutissimo trucco dei “10 Comandamenti”, l’artista ha saputo parare i colpi con un’eleganza d’altri tempi.
Lo snobismo musicale e la rivincita di Sanremo 2026
Il cuore dell’intervista ha toccato un nervo da sempre scoperto nel panorama discografico italiano: il pregiudizio verso la musica popolare. Sal Da Vinci non ha usato mezzi termini per denunciare l’ipocrisia di una certa élite. “C’è un po’ di snobismo sulla musica popolare perché bisogna fare i fighi”, ha dichiarato con fermezza. Ha poi regalato un aneddoto iconico: “C’era gente che si vergognava di seguire Nino D’Angelo e poi piangeva di nascosto in bagno ascoltando le sue canzoni”.
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L’artista, che si sta preparando a rappresentare l’Italia all’imminente Eurovision Song Contest, ha difeso a spada tratta il termine “neomelodico”, rifiutando qualsiasi tentativo di ghettizzazione. La sua vera rivincita, però, porta il titolo di una hit clamorosa. “Con Rossetto e caffè è iniziata la mia seconda vita musicale”, ha ammesso, svelando poi un clamoroso retroscena sul Festival: “Nel 2025 una mia canzone fu scartata a Sanremo. Non era Per sempre sì, avevo presentato un’altra canzone. Col senno di poi, mi va bene essere stato scartato”.
Nessuna rivalità con Gigi D’Alessio
Un altro tema caldo affrontato durante la puntata è stato quello delle presunte faide interne al panorama musicale napoletano. La Fagnani ha provato a stuzzicare il cantante sul dualismo con Gigi D’Alessio, ma Sal ha spento sul nascere ogni polemica, ristabilendo la verità storica dei fatti.
“Quando io ho iniziato a cantare, Gigi D’Alessio non cantava. Faceva l’arrangiatore e arrangiava le mie canzoni”, ha precisato, ricordando che il collega è stato anche il suo produttore. Ha inoltre smentito categoricamente la storica leggenda metropolitana secondo cui suo padre fosse perennemente oscurato dall’ombra di Mario Merola, parlando invece di una solida e onesta amicizia.
Puoi rivedere l’intervista integrale e senza tagli direttamente sulla piattaforma ufficiale di streaming RaiPlay.
La stoccata ad Aldo Cazzullo e le lacrime per il padre
Il momento più teso della serata si è registrato quando è stato tirato in ballo Aldo Cazzullo. Il celebre giornalista aveva recentemente criticato in modo aspro la vittoria sanremese di Sal, scatenando non poche polemiche. La risposta del cantante a Belve è stata una vera e propria masterclass di stile: “Il dottor Cazzullo non è un critico musicale, è un bravissimo giornalista che rispetto tantissimo. Credo che canticchi la mia canzone sotto la doccia”. Ha poi aggiunto che, quando la critica sfocia in mancanza di rispetto, l’arma migliore è l’indifferenza.
L’armatura del “democristiano” si è sgretolata solo nel finale, lasciando spazio a una profonda commozione. Sal ha trattenuto a stento le lacrime ricordando l’amato padre, scomparso prima che lui riuscisse a tornare a casa per un ultimo saluto, e ha dedicato dolci parole alla moglie Paola Pugliese, al suo fianco da oltre quarant’anni.