Arisa senza veli sui social lancia un messaggio, intanto gli scatti hot incantano il web

Non è la prima volta che Arisa si mostra senza veli, l’artista ha sempre avuto un rapporto molto particolare con il suo corpo, da adolescente un pò in imbarazzo per le sue forme, ha acquisito da adulta la consapevolezza che le medesime andassero celebrate, un invito a tutte le donne a mostrare senza troppe remore la propria femminilità.

Reduce dal successo de La Notte della Taranta che la ha vista protagonista, Arisa è apparsa in queste ore senza veli sul proprio profilo Instagram, due foto che la ritraggono completamente nuda, in una è seduta gambe e ginocchia serrate con il braccio sul seno, in un’altra è in piedi girata di spalle con il lato B a favore di camera.

Niente slip, niente reggiseno, niente filtri, solo la femminilità dell’artista ad essere mostrata accompagnata da una didascalia che ha il sapore di un messaggio :

Valuto proposte di matrimonio da soggetti sanissimi, max 45 anni, economicamente autosufficienti a cui piaccia solo e da matti l’organo sessuale femminile, in particolare il mio. Che voglia svegliarsi con Rosalba Pippa al mattino e aiutarla a vivere una vita piena, felice e soddisfacente, in completa armonia con Arisa, suo alter ego artistico. Si offre “verità, corpo, anima, cervello” fedeltà se meritata e ottima cucina. Qualche sbalzo d’umore ma tutto risolvibile con un abbraccio e con la buona fede. Solo intenzioni serie. NESSUNA BUGIA. NO PERDITEMPO.”

Arisa vuol davvero trovare l’amore? Quanti risponderanno all’appello ?

https://www.instagram.com/p/Cwez23_ta1F/?img_index=1

Autore

  • Giuseppe Scuccimarri

    Giuseppe Scuccimarri, classe 1969, esperto di televisione e cronaca rosa con interessi anche per l'attualità e la politica nazionale e internazionale. Autore della commedia "Il delitto di Lord Arthur Savile" (2002) e del musical "La vita è una splendida canzone" (2014), ghostwriter per diversi autori e paroliere, amante della scrittura e della letteratura italiana e straniera.

Scritto da Giuseppe Scuccimarri
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