Nuovo appuntamento del sabato pomeriggio con Verissimo, il noto salotto televisivo, che ogni weekend ospita in studio personaggi celebri del mondo della tv, del cinema e del panorama musicale. A ripercorrere le tappe salienti della sua straordinaria carriera, condividendo gioie e dolori del suo passato, è Giovanna Nocetti, artista eclettica e senza tempo. Ecco il suo emozionante racconto.
Giovanna Nocetti festeggia i suoi 80 anni!!
80 anni e lo spirito e la grinta di una giovincella, Giovanna Nocetti quest’oggi a Verissimo si è intrattenuta con la padrona di casa Silvia Toffanin ripercorrendo la sua carriera e vita privata. Carattere forte e spirito combattivo che la porta a non fermarsi di fronte a niente e nessuno.
“Grazie al mio carattere forte ho potuto fare quello che volevo nella mia vita: volevo cantare, ho lavorato nei bar e mi sono pagata da sola la maestra di canto. Volevo cantare di fronte a Papa Wojtyla e l’ho fatto”
E proprio su questo episodio confessa: “Ho cantato in Vaticano fingendo di avere un appuntamento con Mons. Monduzzi. Arrivata alla sua porta gli ho confessato che il mio desiderio era quello di cantare l’Ave Maria davanti al Papa, ma lui era restìo. Io gli ho detto che credevo nei miracoli e spero che il miracolo avvenga. Dopo 15 giorni mi ha chiamato alle 6 di mattina e mi ha detto ‘ Vuole cantare l’Ave Maria allora?’ e io ho subito risposto di si. E così ecco che mi sono ritrovata a cantare davanti al Papa. Per un cantante, è stato un sogno”
Il tumore e la riscoperta della fede
Il 2004 è stato un anno di transizione per Giovanna, che ha segnato un “prima” e un “dopo” nella sua esistenza.
“Non l’avevo mai raccontato, ma nel 2004 ho avuto il tumore, ci sono state delle complicazioni e mia sorella, insieme ad una mia amica pregavamo. Loro mi vedevano pallida in ospedale, mi veniva la febbre a 40, stavo morendo. Ad un certo punto, ho visto il volto del Cristo nel crocifisso della stanza e aveva la faccia di Papa Wojtyla”
E continua: “Non so come è successo, ma qualche dottore ha proposto di farmi una tac e mi trovarono nella coscia un’ infezione dopo la chemioterapia. Avevo le difese immunitarie bassissime. Grazie a questa scoperta mi sono salvata.
In quel momento solo la fede e la profonda fiducia nel Papa le sono state di sostegno e confida:
“Quando il Papa ci ha lasciato, aveva la stessa faccia che io ho visto un anno prima sul crocifisso. Essere ancora qui è un miracolo”

