20 anni fa ci lasciava Michele Alboreto

20 anni fa ci lasciava Michele Alboreto

25 Aprile 2021 1 Di Angelo Sorbello

Era il 25 aprile 2001, quando 20 anni fa ci lasciava il mitico pilota Michele Alboreto. Nato il 23 dicembre del 1956, in Formula 1 ha corso 194 gran premi con Tyrrel, Larrousse, Arrows, Footwork, Minardi, Scuderia Italia e Ferrari. Vincendo 5 gare, salendo 23 volte sul podio e ottenendone due pole Position.

Sulle pagine del Corriere della Sera la moglie Nadia si ricorda di come agli inizi, quando da giovanissimo si ritrovò a Monza, mai si sarebbe immaginata una carriera così luminosa per il compianto marito:

«Spesso nemmeno si qualificava, e io pensavo: “Mah, questo non è il suo mestiere”. Mi ha smentito, ci metteva l’anima al volante ed è riuscito a farsi notare. A Imola nel 1981 debuttò in F1 con la Tyrrell, non lo dimenticherò mai: all’arrivo in hotel c’era Niki Lauda, eravamo intimiditi. Per Michele quei piloti erano degli dei. Lui ha sempre reagito, anche quando ha continuato su vetture non competitive. Si considerava fortunato a guidare, se fosse qui sarebbe ancora nell’ambiente delle corse. Come Mario Andretti».

Nei primi anni ottanta l’assistente personale di Alboreto, era Oscar Berselli. Sulla Gazzetta lo ha voluto ricordare così:

«Quando l’ho chiamato la prima cosa che Michele mi disse fu: guarda che non un soldo. Al primo test con la Williams di Alan Jones mi disse che era il giorno più bello della sua vita. Il contratto con la Tyrrell gli precluse di andare in Ferrari a sostituire Gilles Villeneuve, sono convinto che quel mondiale 1982 lo avrebbe vinto a mani basse. Il venerdì di Montecarlo del 1983 Michele firmò con la Ferrari, e la cosa rimase segreta tanto che Ron Dennis continuò tutta l’estate a farsi avanti. Anche in quel caso, alla McLaren avrebbe vinto i mondiali al posto di Prost».

Di Alboreto Enzo Ferrari disse così:

«Sono note le mie simpatie per Michele Alboreto. È un giovane che guida tanto bene, con pochi errori. È veloce, di bello stile: doti che mi rammentano von Trips, al quale Alboreto somiglia anche nel tratto educato e serio. Ho sostenuto che è tra i sei migliori della Formula 1».

Di certo era un campione di amicizia, come lo aveva ricordato il compianto Johnny Dumfries, nel 1985 collaudatore Ferrari:

«Eravamo ai box per dei test a Fiorano e i meccanici si fermarono per la pausa pranzo. Tutti presero un piatto di pasta e un bicchiere di lambrusco e io non ero del tutto convinto. Ma Michele mi chiamò e disse, “dai Johnny, solo un bicchiere”. Mi sentii più a mio agio»

 

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