Sanremo 2026: Conti, Pausini e Cardinaletti aprono la finale con un appello contro la guerra
La serata finale del 76° Festival di Sanremo si è aperta sabato 28 febbraio con un momento rivolto alla delicata situazione internazionale di queste ultime ore.
Carlo Conti, Laura Pausini e Giorgia Cardinaletti sono saliti insieme sul palco dell’Ariston e hanno rivolto al pubblico in sala e ai telespettatori a casa un appello per la pace, prima di dare il via alle esibizioni dei 30 Big in gara.
Cosa sta succedendo
La giornata del 28 febbraio è stata segnata da una grave escalation in Medio Oriente, con l’attacco all’Iran da parte di Stati Uniti e Israele. La notizia ha occupato i telegiornali sin dalla mattina, con una parte di programmazione Rai modificata per seguire gli sviluppi della situazione tramite edizione straordinarie.
Nonostante tutto, l’azienda pubblica ha scelto di trasmettere regolarmente la finale della kermesse musicale. Conti si è detto pronto a cedere la linea al Tg1 in qualsiasi momento se ci dovesse essere un’emergenza da comunicare.
L’appello in diretta
Proprio per questo, sottolineando comunque che la quinta serata sarà una festa generale, il conduttore ha deciso di aprire il Festival con un discorso dedicato alla situazione insieme a Giorgia Cardinaletti, volto simbolico del Tg1, e Laura Pausini.
Parlando del conflitto in corso, Cardinaletti ha dichiarato:
“È una storia complessa che si porta dentro una grande contraddizione da una parte vorremmo il popolo iraniano libero da oppressione e sofferenze, dall’altra si sta aprendo un conflitto di non conosciamo l’esito. Il ruolo del servizio pubblico è cercare di capire cosa accadrà, lo stiamo facendo e continueremo a farlo grazie al lavoro di inviati e corrispondenti impegnati nelle realtà di guerra anche a rischio della vita”
Conti ha aggiunto:
“Viviamo una contraddizione da una parte vogliamo festeggiare la musica italiana, ma non possiamo ignorare quello che sta accadendo. Vogliamo perciò condividere l’appello dell’Unicef: ogni anno ci sono 500 milioni di bambini coinvolti in 56 zone di conflitto, l’invito è a un impegno globale per proteggere i bambini ovunque essi siano”
Pausini ha aggiunto pensiero per tutti i bambini, che “hanno il diritto di vivere in pace, di dormire per sognare e non sognare di dormire… Basta odio”.
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