Sanremo 2025, smentita la direzione artistica Mina/Pani, si va verso la divisione dei ruoli

La Rai in questo momento storico più che una azienda televisiva assomiglia a un pugile suonato, di quelli che aspettano con ansia che arrivi il rimbombo del gong a salvarli prima di andare a tappeto. La TV pubblica vede tutto nero, dalle gioie di Sanremo 2024 in due mesi si è aperta una voragine che in un colpo solo ha inghiottito la conferma di Amadeus per il prossimo Festival, il conduttore stesso e come se non bastasse la sicurezza di avere la riconferma della gestione della kermesse dopo il 2025.

In questo momento di nero assoluto, in cui come se non bastasse, per la prima volta in 30 anni, la Rai è stata superata negli ascolti complessivi annuali da Mediaset, la direzione artistica del Festival e la sua conduzione sembrano il problema minore. A giugno sarà rinnovato il CDA, saranno i nuovi insediati probabilmente a doversi occupare della questione Sanremo.

Massimiliano Pani intanto si è prodigato nello smentire la notizia messa in circolazione dal quotidiano La Verità in cui si ventilava la direzione artistica sua e di sua madre Mina Mazzini. L’ipotesi seppur suggestiva è priva di fondamento, ciò che sembra invece certo è la separazione dei ruoli tra direttore artistico e conduttore.

Non ne sta parlando nessuno, ma in questo momento l’ipotesi più accreditata sembra quella di una soluzione interna, la Rai vorrebbe affidarsi per la direzione artistica a Friendsandpartners società che negli ultimi anni si è occupata degli eventi musicali della TV di Stato che a sua volta affiderebbe la conduzione a due fedelissimi come Stefano De Martino e Andrea Delogu. Ovviamente si tratta di ipotesi, ma forse tra tutte la più realistica.

Autore

  • Giuseppe Scuccimarri

    Giuseppe Scuccimarri, classe 1969, esperto di televisione e cronaca rosa con interessi anche per l'attualità e la politica nazionale e internazionale. Autore della commedia "Il delitto di Lord Arthur Savile" (2002) e del musical "La vita è una splendida canzone" (2014), ghostwriter per diversi autori e paroliere, amante della scrittura e della letteratura italiana e straniera.

Scritto da Giuseppe Scuccimarri
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