Sanremo 2023, Fedez picchia duro, rap di protesta frecciate contro tutti e ironia sul Codacons

Fedez potrà stare simpatico o antipatico, ma bisogna ammettere che non ha paura nel dire quello che pensa. Nella seconda serata del Festival di Sanremo il rapper in collegamento dalla Costa Smeralda ancorata al largo della Città dei fiori, ha lanciato i suoi strali verso tutto quello che a suo avviso sono le ipocrisie che dilagano in Italia.

Soprattutto ha attaccato chi lo ha accusato, facendo presente quanto sia facile prendersela con lui senza guardare ai grossi problemi che si vogliono nascondere prendendo ciò che dice lui come pretesto. Indubbiamente Fedez stasera ha legnato, non ha salvato nessuno etichettando come “nano” Berlusconi e alludendo allo Stato che ha coperto la latitanza di Messina De Naro.

Il rapper ha continuato nel suo rap facendo presente come si faccia polemica su Rosa Chemical a Sanremo e si passi sopra a un ministro vestito da Hitler. Ha spostato poi il discorso su chi lo ha criticato sul suo tumore e di averne parlato in televisione, poi il ricordo ed il ringraziamento per Gianluca Vialli.

Ma non finisce qui, il rapper ha precisato quanto anche lui abbia fatto errori, ma non li ha mai fatti a spese dei contribuenti, infine il saluto al Codacons che lo ha spesso criticato. Insomma materiale sufficiente per riempire le pagine dei giornali, l’avvocato di Fedez sarà sobbalzato sulla sedia, ma come detto al rapper va dato il merito di non avere peli sulla lingua e di dire sempre senza paura quelli che pensa.

Autore

  • Giuseppe Scuccimarri

    Giuseppe Scuccimarri, classe 1969, esperto di televisione e cronaca rosa con interessi anche per l'attualità e la politica nazionale e internazionale. Autore della commedia "Il delitto di Lord Arthur Savile" (2002) e del musical "La vita è una splendida canzone" (2014), ghostwriter per diversi autori e paroliere, amante della scrittura e della letteratura italiana e straniera.

Scritto da Giuseppe Scuccimarri
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