“Non ci hanno capito”: esplode la rabbia dei cantanti fuori dalla Top 5 di Sanremo. Volano stracci sui social contro le giurie!

“Non ci hanno capito”: esplode la rabbia dei cantanti fuori dalla Top 5 di Sanremo. Volano stracci sui social contro le giurie!

Il trionfo di Sal Da Vinci lascia l’amaro in bocca a molti Big. Tra Storie di Instagram sibilline, silenzi assordanti e frecciatine al sistema di voto, ecco i veleni del “day after” festivaliero. In questo articolo esamineremo le reazioni cantanti esclusi Sanremo 2026.

Spenti i riflettori, accesi gli smartphone. Il Festival di Sanremo 2026 si è concluso con la vittoria di Sal Da Vinci, ma per un artista che festeggia ce ne sono almeno venticinque che masticano amaro. Rimanere fuori dalla prestigiosa Top 5, o peggio, scivolare nella parte bassa della classifica generale, è un boccone difficile da buttare giù, soprattutto dopo mesi di preparazione.

E puntuali come un orologio svizzero, a quarantotto ore dalla finale, iniziano a piovere le prime reazioni stizzite sui social network. Niente nomi diretti, per carità, ma le frecciatine alla Sala Stampa, al sistema di voto e ai critici musicali sono fin troppo evidenti.

Gli sfoghi dei cantanti

Lo sfogo di Dargen D’Amico: “Il messaggio prima del bel canto” Tra i più delusi c’è sicuramente Dargen D’Amico, scivolato indietro in classifica dopo le grandi aspettative della vigilia. Il suo brano sull’Intelligenza Artificiale, “AI AI”, non ha fatto breccia nel cuore delle giurie tecniche. L’artista ha affidato a una Storia su Instagram (poi rimossa, ma prontamente salvata dai fan) un pensiero che sa di stoccata: “La musica non è solo acuti e bel canto tradizionale. A volte bisogna avere il coraggio di ascoltare il messaggio, anche se scomodo. Grazie a chi ha capito”. Un riferimento velato al trionfo melodico di Sal Da Vinci e alla scarsa ricezione del suo testo da parte della Sala Stampa? I fan non hanno dubbi.

La delusione di Levante e le parole di Michele Bravi Anche Levante non ha nascosto un certo disappunto. Penalizzata da una performance finale giudicata sottotono, la cantautrice ha pubblicato un lungo post ringraziando la sua squadra, ma aggiungendo una postilla tagliente: “L’arte non si giudica con le pagelle o con i numerini. ‘Sei tu’ è una creatura fragile e preziosa, che forse aveva solo bisogno di più tempo per essere compresa nel caos di questi giorni”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Michele Bravi, che su X (ex Twitter) ha preferito la via del romanticismo malinconico: “Eravamo in pochi a capirci, ma eravamo bellissimi. Il rumore del palco a volte copre i sussurri. Andiamo avanti”.

Il nodo delle giurie: il malcontento serpeggia Ma al di là dei singoli sfoghi, ciò che emerge spulciando i social dei vari staff e produttori discografici è un malcontento generale per il peso delle giurie. La spaccatura tra il volere del Televoto (che sabato aveva premiato Sayf) e le scelte di Sala Stampa e Radio (che spingevano Ditonellapiaga) ha finito per generare una media matematica che ha scontentato molti.

Insomma, il sipario sull’Ariston è calato, ma il rumore delle polemiche è appena iniziato. E la sensazione è che da qui alle prossime ospitate televisive, ne vedremo e sentiremo delle belle.


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Scritto da Giuseppe Currado