GF, Pamela Petrarolo risponde a Eleonora Cecere: “Mancanza di rispetto”

Pamela Petrarolo

Pamela Petrarolo, Eleonora Cecere e Ilaria Galassi hanno partecipato come un trio, e quindi un concorrente unico, al Grande Fratello condotto da Alfonso Signorini.

Ma questa esperienza insieme, invece di avvicinarle ulteriormente, le ha divise.

Infatti, dopo il reality le tre si sono sentite con il contagocce, lanciandosi frecciatine sui social o in alcune interviste.

Nei giorni scorsi Eleonora Cecere aveva rivelato di non aver ricevuto nessun messaggio da Pamela Petrarolo e Ilaria Galassi, nemmeno dopo essersi sottoposta a un delicato intervento chirurgico.

E così Pamela ci ha tenuto a raccontare la sua versione in un’intervista.

Andiamo a vedere cosa ha detto.

Pamela Petrarolo replica alle accuse di Eleonora Cecere

Pamela Petrarolo, ospite nell’ultima puntata di Non succederà più, trasmissione radiofonica condotta da Giada De Miceli, ha voluto dire la sua su quanto dichiarato da Eleonora Cecere.

Ecco cosa ha dichiarato:

“Innanzitutto nella vita bisognerebbe sentire tutte e due le campane. E se una persona non risponde non vuol dire che ha torto. Può anche decidere di non rispondere perché ha cose più importanti a cui pensare. Credimi, questo è un momento molto importante della mia vita. Ho delle cose molto più importanti che mettermi a fare polemica. Ci sono delle motivazioni che non riguardano solo il fatto, eventualmente, di non averla chiamata quando si è operata. Io penso che delle volte uno debba fare anche un esame di coscienza e non pensare che sia sempre colpa di qualcun altro. Credo che, se accadono delle cose, ci sia sempre una motivazione. Tutti possiamo sbagliare, tutti possiamo avere una défaillance. Io sto attraversando da qualche anno delle problematiche davvero importanti e delicate. Cose serie e personali. Quindi, quando hai cose così forti da dover superare, queste per me sono tutte ca**ate. Capricci da adolescenti. Io alle provocazioni non ci casco. Volo alto, più alto che posso! Credo che, se arrivi a rilasciare delle dichiarazioni cercando una risposta, non sia quello il modo migliore per farlo. Io non devo chiarire niente. La cosa che mi lascia sorpresa è che, dopo l’uscita dal Grande Fratello, noi ci siamo sentite. Ho le chat, ho tutto. Quindi queste problematiche perché non sono state dette subito? Perché aspettare tutto questo tempo? E nel momento in cui io esco con un singolo, tiriamo fuori questa bombetta? Che non è manco con la crema, è pure vuota. Credo che questo non possa essere motivo di chiacchiericcio. Siamo donne adulte, mamme. Non ci si può comportare così. È come se io dicessi: “Tu non mi hai fatto questo”. “Però io non ti ho chiamato perché tu non hai fatto quest’altro”. “Però io non ti ho chiamato perché tu mi hai chiamato…”. Ma che mi metto a fare? Andiamo avanti e indietro? A un certo punto chi è più intelligente va avanti”.

Pamela ha poi brevemente detto la sua sull’amicizia con Ilaria Galassi:

Con Ilaria mi sento. Non ci vediamo, sono sincera, però ci sentiamo. Ci scambiamo note vocali, messaggini per sapere come stiamo. Però facciamo vite completamente diverse, com’è giusto che sia. Io, in tutto questo, non ho tantissimo tempo per la vita mondana. Sono una donna molto normale che la sera arriva a casa finita”.

E poi Pamela Petrarolo è ritornata a parlare di Eleonora Cecere, concludendo il suo discorso:

“Diciamo che, in questo contesto, non si può usare la storia della malattia e strumentalizzarla. Perché davanti a quella cosa, se dici “nessuno mi ha chiamato”, è chiaro che sembriamo tutti cattivi. Bisognerebbe argomentare moltissimo, sentire l’altra campana e poi aprire il dibattito. Sì, ma io ho rispetto delle persone e delle situazioni. Cerco sempre di capire il motivo per cui accadono certe cose. Non do per scontato che una persona abbia fatto qualcosa perché è cattiva o perché non è un’amica. C’è sempre una motivazione. Soprattutto quando c’è un’amicizia di molti anni. E poi, questa cosa di Eleonora che è stata male non è successa moltissimo tempo fa. Però prima che stesse male lei, ti dovrei raccontare cosa è successo a me. Lei sapeva perfettamente cosa mi stesse accadendo e cosa mi sta accadendo ancora oggi. Eppure quella telefonata non mi è arrivata. Ma io mica sono andata a raccontarlo in giro. Me lo sono tenuto per me. Ma io non ho cercato interviste per questo. Però a un certo punto uno si deve anche difendere, sennò sembro la cogl**** di turno. Diciamo che la solidarietà non può essere a senso unico. Deve essere da entrambe le parti. È chiaro che se tu lanci una mina e poi quella persona si avvicina troppo, c’è la possibilità che quella mina salti. Tu mi hai fatto una domanda e io ho risposto. Non sono andata nel dettaglio. Ho semplicemente detto che, senza raccontare le mie cose e senza screditare nessuno, delle volte bisognerebbe sapere la verità a 360 gradi. Per me finisce qua. Era finita ancora prima che tu mi facessi la domanda. Dipende anche molto da come racconti le cose. Se racconti un aneddoto con un’enfasi che sembra la prima mondiale di un film, è chiaro che prende tutta un’altra forma. Se invece racconti una cosa in modo da far percepire che ti dispiace davvero, è diverso. Perché l’empatia non è una cosa che si mangia: o ce l’hai o non ce l’hai. La sensibilità o ce l’hai o non ce l’hai. Alcune cose, per il lavoro che facciamo, ci sta raccontarle anche con ironia, con una battutina o una frecciatina. Però quando si cade nelle cose private, soprattutto quando si parla di salute, io non la trovo una cosa bella. La trovo poco rispettosa. Io non l’avrei mai raccontato. Però non siamo tutti uguali”.

Da queste dichiarazioni non sembra esserci spazio per un chiarimento tra le due ex colleghe di Non è la Rai.

Vedremo se riusciranno a riappacificarsi oppure se la loro amicizia sarà finita per sempre.

Autore

  • Alessio Severo

    Nato a Barletta il 16/08/1996, vive a Termoli (CB). Nel 2018 si è laureato alla Triennale in Mediazione Linguistica e Comunicazione Interculturale all'Università G. D'Annunzio di Chieti-Pescara e nel 2021 ha conseguito la Laurea Magistrale in Linguistica e Traduzione all'Università di Pisa. Dopo i tirocini fatti presso l’Università di Chieti-Pescara nel 2017 e l’Università di Pisa, con anche la traduzione del sito del Parco Regionale delle Alpi Apuane dall’italiano all’inglese tra il settembre e l’ottobre 2020, nel 2021 traduce testi dall’italiano all’inglese per il MACTE - Museo di Arte Contemporanea di Termoli.
    Ha tradotto come parte della tesi magistrale l’autobiografia inglese di Wayne Rooney, ovvero “My Decade in the Premier League” in italiano, di cui ha scritto anche una breve biografia uscita nell'agosto del 2024 con Urbone Publishing. Ha tradotto il libro “Typology and Universals” di Croft durante gli anni universitari a titolo personale e il volume “Ponti in pietra delle Alpi Apuane” dall’italiano all’inglese, finito di stampare nel febbraio 2022. Ha tradotto anche il celebre “Animal Farm” di George Orwell per VJ Edizioni, pubblicato il 20 dicembre 2022 e "Morte nella vita" di Olaf Stapledon, pubblicato nel luglio del 2024. Tra il maggio e il luglio 2025 vengono pubblicate tre sue traduzioni in formato ebook per Passerino Editore, ovvero "Matilda" di Mary Shelley, "Il richiamo della foresta" di Jack London e "Lodore" di Mary Shelley. Per il medesimo editore ha fatto uscire anche il suo libro "Storia della linguistica e della glottologia". Il 31 dicembre 2025 esce la versione cartacea de "Il richiamo della foresta" per VJ Edizioni.
    Un’altra sua aspirazione nata soprattutto durante gli ultimi mesi del percorso magistrale è quella di diventare giornalista in ambito sportivo e di gossip e mondo della televisione, e a tal proposito scrive quotidianamente dal 2021 e collabora per alcuni mesi con LaNostraTV, tvpertutti.it, Televisionando e AnticipazioniTV, prima di cominciare a scrivere per MondoTV dal settembre del 2024. Inoltre, dal novembre 2021 scrive articoli sul calcio dilettantistico molisano per Tuttocampo, e dal luglio del 2024 è esperto social su Facebook di Red Army Italy - Manchester United Supporters Club Italia.

Scritto da Alessio Severo
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