Morgan contro tutti: “I miei colleghi sono ipocriti”

Morgan contro tutti: “I miei colleghi sono ipocriti”

Il giorno dopo l’incredibile evento promosso da Lady Gaga, “One World – Together at Home“, Marco Castaldi, in arte Morgan, lancia pesanti accuse contro i suoi colleghi.

In un post su Facebook, dove pubblica la sua versione del brano di Sergio EndrigoCanzone per te“, il cantautore lombardo accusa gli altri artisti di utilizzare quest’emergenza sanitaria per “fare concerti in streaming per farsi promozione”.

“Non mi sento bene e non mi interessa del perbenismo ipocrita dei miei colleghi che fingono che sia tutto ok, nulla è ok per quanto mi riguarda. Ciò non toglie che ci sono degli appigli e non sono certo i sorrisi falsi o le carovanate di retorica solidarietà. Essere solidali vuol dire non lasciare la persone da sole, non raccogliere soldi o fare concerti in streaming per farsi promozione. Io mi aggrappo alla musica che è l’unica cosa che non mi ha mai abbandonato a differenza dei musicisti. […] Siamo diventati testimoni di una catastrofe. Quando alla fine usciremo da questo momento avremo scoperto cose sui nostri leader, i nostri sistemi sociali, i nostri amici, i nostri nemici e, più importante di tutto, su noi stessi. Per me non è il momento di seppellirmi negli impegni del lavoro creativo. Questo è il momento di farsi da parte e usare questa opportunità per riflettere su quale esattamente sia la nostra funzione, che cosa, come artisti, siamo qui a fare.”

Autore

  • Giuseppe Currado

    E' un imprenditore e speaker radiofonico con anni di esperienza maturata in diversi settori, specializzandosi in particolare nell’ambito editoriale e nella sicurezza sul lavoro. Fondatore e proprietario di noti portali come MondoTV24, Spazio Wrestling, Recensiamo Musica, ha saputo distinguersi per la sua visione imprenditoriale innovativa. Grande appassionato del Festival di Sanremo, ha partecipato per anni alla manifestazione nella Sala Stampa Lucio Dalla, prendendo parte alle votazioni ufficiali delle canzoni in gara.

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