Bufera su Michelle Comi: Denuncia del Codacons e Indagini della Finanza dopo i Servizi de Le Iene

michelle comi
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Dalle Provocazioni Social alle Aule di Tribunale

Negli ultimi anni, l’influencer Michelle Comi ha costruito la sua notorietà online attorno a dichiarazioni fortemente polarizzanti e trovate controverse, dalle frasi contro i meridionali alle raccolte fondi per i propri interventi di chirurgia estetica. Se fino a oggi tutto si era risolto con valanghe di indignazione social, ora la situazione ha preso una piega decisamente più seria.

Il Codacons (Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori) ha infatti deciso di passare alle vie legali, confermando l’azione in un recente comunicato stampa: “Abbiamo presentato una denuncia-querela alla Procura della Repubblica di Milano”.

L’Inchiesta de Le Iene: Finti Vandalismi e Adozioni Sospette

A far crollare il castello di carte sono stati i recenti servizi del programma televisivo Le Iene. Tutto è partito dall’annuncio dell’influencer di aver “adottato a distanza” un bambino senegalese di sei anni di nome Momo. La Comi aveva dichiarato di voler regalare al piccolo una “experience da bambino ricco”, superando il semplice invio di alimenti e materiale scolastico.

L’inviato Gaston Zama ha voluto vederci chiaro, invitando la 29enne per un’intervista che ha portato a galla verità sconcertanti:

  • L’auto vandalizzata: Un membro dell’entourage della Comi ha confessato di aver danneggiato l’auto della ragazza per inscenare una finta “vendetta dei meridionali” a seguito delle sue dichiarazioni. L’influencer ha ammesso di esserne a conoscenza: “Lo sapevo, ma non ero d’accordo”.
  • Il caso dell’adozione: È emerso che dietro la presunta adozione a distanza non c’era alcuna associazione o garante ufficiale. A fronte di soli 200/300 euro inviati, la figura del bambino sarebbe stata utilizzata per creare contenuti social mostrandolo con capi d’abbigliamento firmati.

Nonostante una diffida legale inviata dall’influencer per bloccare la messa in onda, Le Iene hanno trasmesso integralmente l’inchiesta.

L’Intervento del Codacons e della Guardia di Finanza

I retroscena svelati in televisione hanno spinto il Codacons a richiedere un approfondimento giuridico immediato. L’associazione punta il dito contro la potenziale costruzione di contenuti artificiosi volti unicamente a generare visibilità e, di conseguenza, profitto.

Le autorità sono state chiamate a indagare su due fronti specifici:

  • Ipotesi di truffa: Verificare se le condotte dell’influencer possano costituire un reato penale, soprattutto per quanto riguarda le finte iniziative benefiche o solidaristiche.
  • Accertamenti fiscali: È stato presentato un esposto formale alla Guardia di Finanza per controllare i flussi di denaro e la società unipersonale riconducibile alla content creator.

L’avvocato Vincenzo Rienzi ha chiarito la posizione dell’associazione:

“La nostra non è un’accusa nei confronti di nessuno, ma è la doverosa richiesta che si facciano verifiche nei confronti di alcune condotte. Per questa ragione abbiamo anche chiesto alla Guardia di Finanza in modo specifico di fare una indagine.”

Al momento, Michelle Comi ha preferito trincerarsi dietro il silenzio, non rilasciando alcun commento ufficiale sulle denunce a suo carico. La palla, ora, passa agli inquirenti.

Ecco il post direttamente dalla pagina instagram del Codacons.

Abbiamo presentato una denuncia-querela alla Procura della Repubblica di Milano nei confronti dell’influencer Michelle Comi, a seguito dei numerosi servizi apparsi sui media – tra cui quello di @redazioneiene – dai quali sono emerse condotte che riteniamo meritevoli di approfondimento sotto il profilo giuridico.

Chiediamo di verificare se questi comportamenti possano integrare gli estremi di reato, con particolare riferimento all’ipotesi di truffa, alla luce di una possibile costruzione artificiosa di contenuti finalizzata a generare visibilità e vantaggi economici nel contesto dei social network.

Contestualmente, abbiamo presentato un esposto alla Guardia di Finanza, affinché vengano svolti accertamenti di natura economico-finanziaria sulla società riconducibile all’influencer, nonché sui flussi di denaro connessi all’attività svolta online.

Nell’ambito delle nostre periodiche attività di monitoraggio del mondo digitale e degli influencer, riteniamo doveroso che vengano disposte tutte le opportune verifiche in merito a possibili profili di opacità nelle condotte della nota influencer, specie laddove la comunicazione online possa aver inciso sulla fiducia degli utenti e generato vantaggi economici. Particolare attenzione viene posta anche all’eventuale prospettazione di iniziative di natura benefica o solidaristica che, ove non corrispondenti al vero, potrebbero integrare una grave forma di inganno nei confronti del pubblico.

Il mercato digitale si fonda sulla fiducia, e quando questa viene utilizzata come leva per costruire consenso e profitto, è necessario che intervengano le Autorità competenti per fare piena luce sui fatti. Ribadiamo, infine, la necessità di garantire trasparenza e correttezza nel settore dell’influencer marketing, a tutela dei consumatori e della leale concorrenza.

Autore

  • Lorenzo Porcini

    Lorenzo Porcini, è un docente di Scienze Motorie con una forte passione per il giornalismo. Amante della musica e del mondo dello spettacolo. Fondatore di Mondotv 24 dove ricopre il ruolo di Writer e di Social Media Manager.

Scritto da Lorenzo Porcini
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