Mediaset replica a Barbara d’Urso, è scontro: “Accuse infondate”
Si accende lo scontro legale tra Barbara d’Urso e Mediaset. L’ex volto di punta di Canale 5 ha deciso di portare l’azienda in tribunale, avviando una causa che punta a fare chiarezza sulle modalità del suo allontanamento improvviso e su una serie di presunte irregolarità.
L’azienda non è rimasta in silenzio e nella giornata di oggi, giovedì 23 aprile, ha replicato con una dura nota che difende il proprio operato e fa trasparire tranquillità in merito alla querela ricevuta.
L’avvocato di Mediaset replica alla d’Urso
A rispondere alle accuse è stato l’avvocato dell’azienda guidata da Pier Silvio Berlusconi, il dottor Andrea Di Porto, che attraverso una dichiarazione netta ha chiarito la posizione della società.
Mediaset ritiene false le accuse mosse dall’ex padrona di casa di Pomeriggio Cinque con un racconto dei fatti che non rappresenterebbe affatto l’autenticità di come sarebbero andate realmente le cose. Pertanto, anche la richiesta di soldi fatta dalla conduttrice sono, per Mediaset, senza una base concreta:
“L’Azienda respinge ogni addebito mosso dalla signora d’Urso. L’azione legale contiene una ricostruzione dei fatti strumentale e non corrispondente alla realtà. Le pretese risarcitorie della conduttrice sono del tutto infondate. Mediaset ha sempre agito nel rispetto degli obblighi assunti e in conformità con la propria linea editoriale, pertanto è fiduciosa sull’esito positivo della controversia”
Le accuse della conduttrice
Secondo quanto rivelato da La Stampa, la causa intentata dalla conduttrice 68enne si fonda su diversi punti.
Tra questi, spicca l’episodio del 2023 legato all’account Twitter di QuiMediaset: un post contenente un epiteto offensivo nei confronti della d’Urso, pubblicato in risposta a un video trasmesso a Domenica In. In un primo momento si parlò di attacco hacker, ma successivamente l’azienda ammise l’errore interno, scusandosi pubblicamente. Tuttavia, secondo la conduttrice, non sarebbero mai arrivate scuse dirette nei suoi confronti, elemento che oggi rientra tra le presunte violazioni del Codice Etico contestate.
Altro nodo centrale riguarda i diritti d’autore: i legali della d’Urso sostengono che non le sarebbe stata riconosciuta un’adeguata remunerazione per i programmi condotti e firmati in oltre sedici anni di collaborazione lavorativa. Tra questi anche Live – Non è la d’Urso, format di sua proprietà e andato in onda dal 2019 al 2021.
Il caso degli ospiti “approvati”
Tra le accuse più discusse emerge poi una presunta dinamica interna: la conduttrice sostiene che la lista degli ospiti da invitare nei suoi programmi dovesse essere preventivamente visionata e approvata dalle produzioni legate a Maria De Filippi e Silvia Toffanin.