Il caso Liliana Resinovich: la richiesta di verità a Verissimo, parla Silvia Radin
Nella puntata di ieri di Verissimo, condotto da Silvia Toffanin, è andata in onda una toccante intervista a Silvia Radin, cugina di Liliana Resinovich. Al centro del racconto, la richiesta di verità e giustizia per la donna di 63 anni trovata senza vita nel 2022 a Trieste. “Abbiamo diritto alla verità”, ha dichiarato Silvia Radin, ribadendo il dolore e l’attesa che la famiglia vive ormai da quattro anni.
Il caso Liliana Resinovich: la richiesta di verità a Verissimo, parla Silvia Radin
Durante l’intervista a Verissimo, Silvia Radin ha ripercorso i momenti più drammatici legati alla morte della cugina. “Vogliamo sapere chi l’ha picchiata, soffocata, confezionata in quel modo e portata nel boschetto”, ha affermato con fermezza, escludendo ancora una volta l’ipotesi del suicidio, circolata nelle prime fasi delle indagini. Secondo la donna, Liliana non avrebbe mai compiuto un gesto estremo: “Conoscevamo Liliana e sapevamo come ragionava e cos’era la vita per lei”.
Parole forti che riaccendono l’attenzione mediatica su uno dei casi di cronaca nera più discussi degli ultimi anni, con la famiglia che continua a chiedere chiarezza su quanto accaduto.
Sebastiano Visintin unico indagato: i dubbi della famiglia
Per la morte di Liliana Resinovich, al momento, l’unico indagato resta il marito, Sebastiano Visintin. Silvia Radin ha raccontato alcuni aspetti del matrimonio della cugina, descrivendola come “sempre un po’ triste”. In studio ha condiviso anche un aneddoto significativo: durante alcune discussioni, quando lui si agitava, Liliana avrebbe fatto il gesto di lasciar perdere. “Secondo me aveva paura che lui facesse vedere quello che era veramente”, ha dichiarato.
Anche l’amico speciale di Liliana, Claudio Sterpin, recentemente scomparso, aveva espresso dubbi su alcune dichiarazioni rese dal marito. Silvia Radin ha ribadito: “Sebastiano ha detto molte bugie, nelle sue deposizioni ci sono troppe incongruenze”.
Il dolore per la salma e l’appello finale: “Abbiamo diritto alla verità”
Oltre alla richiesta di giustizia, Silvia Radin ha lanciato un accorato appello per poter riavere la salma della cugina. “Liliana è rimasta dentro un sacco come spazzatura. Nella spazzatura è stata trovata e nella spazzatura è stata sepolta. Perché non ce la ridanno?”, ha detto tra le lacrime. La famiglia, infatti, attende da quattro anni di poterle dare una degna sepoltura e portare un fiore sulla sua tomba.
“Abbiamo un buco al cimitero vuoto. Dove portiamo i fiori? Al buco vuoto?”, ha aggiunto. Un dolore che, come ha spiegato, continua giorno dopo giorno. L’appello finale, lanciato davanti alle telecamere di Verissimo, è chiaro: “Vogliamo la verità. Abbiamo diritto alla verità”.