Chi è Beata MonaLisa, la sorella di Greta Thunberg: la svolta pop star “anti-mascolinità” e il cambio cognome
Beata MonaLisa, la sorella di Greta Thunberg che non ti aspetti
Nella famiglia Thunberg il gene della determinazione e della ribellione alle regole precostituite sembra essere un tratto decisamente ereditario. Se il mondo intero ha imparato a conoscere Greta per le sue storiche e intransigenti battaglie a difesa del clima, c’è un altro membro della famiglia che sta scalando le vette della notorietà internazionale, muovendosi però in un ambito completamente diverso. Si tratta di Beata MonaLisa Ernman Thunberg, la sorella minore dell’attivista. Vent’anni, un talento purissimo e un’attitudine da vera e propria pop star fuori dagli schemi, la ragazza sta conquistando il web con performance provocatorie che stanno scardinando i cliché tradizionali. Ecco la sua storia.
Il canto nel DNA e il debutto a teatro nei panni di Édith Piaf
Nata il 3 novembre del 2005, Beata MonaLisa ha respirato l’arte e la musica fin dai primissimi anni di vita all’interno delle mura domestiche. Se Greta ha preso la via dell’impegno politico e sociale, Beata ha ereditato il talento viscerale della madre, Malena Ernman, celeberrima cantante lirica e stimato soprano svedese (nota al grande pubblico anche per aver rappresentato la Svezia all’Eurovision Song Contest nel 2009).
La formazione artistica della più piccola di casa Thunberg è stata rigorosa e poliedrica:
Studio e disciplina: Ha iniziato da bambina dedicandosi anima e corpo allo studio della danza classica e del teatro.
Il debutto sul palco: La vera e propria consacrazione artistica è arrivata grazie a un prestigioso e complesso spettacolo teatrale incentrato sulla vita di Édith Piaf, interpretato per diverse stagioni proprio al fianco di mamma Malena. In quella circostanza, Beata ha sbalordito la critica mettendo in mostra una vocalità potente, graffiante e decisamente precoce per la sua età.
Il rifiuto del cognome Thunberg e l’omaggio alle donne di famiglia
Una delle scelte che ha destato maggiore curiosità nei media è stata la gestione del proprio nome d’arte. Pur essendo legatissima alla sua famiglia, la giovane cantante ha deciso di presentarsi al pubblico semplicemente come Beata MonaLisa Ernman, oscurando volutamente il cognome paterno (Thunberg). Una mossa strategica e d’indipendenza per evitare che la sua musica venisse perennemente associata o strumentalizzata all’ombra dei grandissimi scioperi globali della sorella maggiore.
Il nome d’arte MonaLisa, inoltre, nasconde un dolcissimo e profondo segreto familiare: non è un riferimento al celebre quadro di Leonardo da Vinci, bensì un acronimo per omaggiare la nonna Mona e la bisnonna Lisa, le figure femminili che hanno ispirato la sua crescita.
Una pop star fluida contro la “mascolinità tradizionale”
Ciò che sta rendendo Beata MonaLisa un vero e proprio fenomeno virale sui social, in particolare su TikTok e Instagram, è la natura fortemente politica ed emancipata delle sue performance musicali. La ventenne svedese ha sposato la causa della piena inclusività, dichiarando di voler fare della sua musica un porto sicuro per tutta la comunità LGBTQ+.
Le sue ultime esibizioni live hanno fatto discutere per la precisa volontà dell’artista di mettere deliberatamente in crisi e ridicolizzare i canoni della mascolinità tossica e patriarcale sul palco, proponendo uno stile visivo androgino, fluido e totalmente privo di filtri commerciali. Le due sorelle si muovono su binari paralleli – una nelle piazze, l’altra sui palcoscenici – ma l’obiettivo sembra essere il medesimo: scuotere le coscienze del mondo intero.


