Grande Fratello, Giulia Soponariu racconta il suo rapimento: “Dove mi hanno abbandonata”

Giulia Soponariu

Nelle scorse ore Giulia Soponariu è tornata a parlare nella casa del Grande Fratello del suo rapimento avvenuto da bambina.

Infatti, dopo aver solamente accennato quel fatto, venendo censurata dalla regia del reality, ora ha deciso di entrare nei dettagli.

E così Giulia Soponariu ha preso coraggio e ha narrato tutta la storia agli inquilini presenti con lei.

Ed è stato un momento toccante per loro e il pubblico.

Andiamo a vedere cosa ha detto.

Giulia Soponariu e la sua terribile esperienza d’infanzia

Giulia Soponariu, parlando con Donatella Mercoledisanto e altri compagni d’avventura in giardino, ha svelato di essere stata rapita quando aveva quattro anni.

Nelle scorse ore è tornata a parlare dell’argomento, entrando nel dettaglio.

Queste le dichiarazioni di Giulia Soponariu:

Quando mi ha rapita il titolo era: “Bambina romena rapita, ritrovata dopo qualche ora”. Mi hanno rapita a Nichelino. C’era questa bambina di 14 anni, sempre vestita di rosa e mia mamma diceva: “Giù non giocare sempre con questa ragazza molto più grande di te!”. Mia mamma sempre attenta perché sa… Dopo giorni, forse mesi non lo so, decidiamo di fare una grigliata fra noi, di domenica è tradizione, ancora adesso lo facciamo: o andiamo a pranzo fuori o grigliamo. E vedo questa ragazzina qua, però non era accanto a casa mia questa volta. Mi chiamava: io ricordo questo a memoria: “Giulia, Giulia, Giulia”. Io avevo quattro anni, tre anni, ero piccola e lei aveva lo stesso camion delle Barbie mio, la guardo e le dico: “Tu questo l’hai rubato a casa mia”. Lei mi risponde: “No, l’ho comprato uguale a te, vuoi provare la mia bici? Seguimi!”. Inizio a seguirla, vialetto molto stretto, alberi, la seguo e da lì… blackout“.

Giulia Soponariu ha poi proseguito:

Mi ricordo solo che sono salita su un furgone bianco con questi due uomini, e mi ricordo che ho pensato “loro due mi devono portare a casa per quello mi dicono sali, sali sali!”. Disorientamento, inizio a piangere e chiamavo mamma, urlavo e da lì non mi ricordo più niente. Mi ricordo solo che mi sono svegliata e avevo meno capelli, in un benzinaio in un campo abbandonato. E mi hanno buttata a sacco di patate. Io mi ricordo questa persona che mi ha presa come un sacco di patate, come mi prende Omer. Infatti io qua mi faccio prendere a sacco di patate ma ogni volta a me viene… A nove anni, nella testa di mia mamma: “Le faccio credere è un sogno” . Io fino all’età di 11 anni ho avuto paura di dormire da sola. Quando mi ha rapita ci siamo trasferita nei campi, in una villa lontano, non i città. Mi hanno trovata… c’erano militari, è intervenuto anche un elicottero. Loro non pensavano succedesse tutto questo casino”.

Infine, la ragazza di origini rumene ha concluso:

“Io diventavo grande, 13 anni 12 anni quando mi sono trasferita nella nuova città. Quinta elementare, nuovi amici e io sono una che si apre abbastanza, avevo la migliore amica e anche il migliore amico e glielo avevo detto, anche alla maestra di religione lo avevo detto, e tutti mi dicevano: “Non è vero”. Quando ho ricevuto il giornale in mano la prima cosa che ho fatto è stata mandarla e dire a tutti: “Guardate è vero!”. L’ultima frase del giornale è “Viola” perché nel giornale mi chiamavo Viola, “Viola piangeva e chiamava la mamma”. È stata una cosa che a me non mi ha toccata, perché io ringrazio Dio che mi è successo da piccola, però con mia madre non posso toccare l’argomento“.

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Autore

  • Alessio Severo

    Nato a Barletta il 16/08/1996, vive a Termoli (CB). Nel 2018 si è laureato alla Triennale in Mediazione Linguistica e Comunicazione Interculturale all'Università G. D'Annunzio di Chieti-Pescara e nel 2021 ha conseguito la Laurea Magistrale in Linguistica e Traduzione all'Università di Pisa. Dopo i tirocini fatti presso l’Università di Chieti-Pescara nel 2017 e l’Università di Pisa, con anche la traduzione del sito del Parco Regionale delle Alpi Apuane dall’italiano all’inglese tra il settembre e l’ottobre 2020, nel 2021 traduce testi dall’italiano all’inglese per il MACTE - Museo di Arte Contemporanea di Termoli.
    Ha tradotto come parte della tesi magistrale l’autobiografia inglese di Wayne Rooney, ovvero “My Decade in the Premier League” in italiano, di cui ha scritto anche una breve biografia uscita nell'agosto del 2024 con Urbone Publishing. Ha tradotto il libro “Typology and Universals” di Croft durante gli anni universitari a titolo personale e il volume “Ponti in pietra delle Alpi Apuane” dall’italiano all’inglese, finito di stampare nel febbraio 2022. Ha tradotto anche il celebre “Animal Farm” di George Orwell per VJ Edizioni, pubblicato il 20 dicembre 2022 e "Morte nella vita" di Olaf Stapledon, pubblicato nel luglio del 2024. Tra il maggio e il luglio 2025 vengono pubblicate tre sue traduzioni in formato ebook per Passerino Editore, ovvero "Matilda" di Mary Shelley, "Il richiamo della foresta" di Jack London e "Lodore" di Mary Shelley. Per il medesimo editore ha fatto uscire anche il suo libro "Storia della linguistica e della glottologia". Il 31 dicembre 2025 esce la versione cartacea de "Il richiamo della foresta" per VJ Edizioni.
    Un’altra sua aspirazione nata soprattutto durante gli ultimi mesi del percorso magistrale è quella di diventare giornalista in ambito sportivo e di gossip e mondo della televisione, e a tal proposito scrive quotidianamente dal 2021 e collabora per alcuni mesi con LaNostraTV, tvpertutti.it, Televisionando e AnticipazioniTV, prima di cominciare a scrivere per MondoTV dal settembre del 2024. Inoltre, dal novembre 2021 scrive articoli sul calcio dilettantistico molisano per Tuttocampo, e dal luglio del 2024 è esperto social su Facebook di Red Army Italy - Manchester United Supporters Club Italia.

Scritto da Alessio Severo
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