Mala tempora currunt diceva Cicerone, davanti ai senatori corrotti dell’antica Roma, da allora di anni ne sono passati parecchi, ma i tempi cattivi corrono ancora, a rendersene conto sono in tanti, ma sono pochi a ribellarsi a una società che dietro al finto perbenismo conserva ancora livore e una radicata cultura maschilista. Fa un pò strano rendersi conto che un triangolo fake faccia più notizia di una Beatrice Luzzi, costretta ogni giorno a far fronte alle angherie di un Varrese sempre pronto a rivendicare il suo status di maschio alfa.
Beatrice è l’esempio di tante donne che hanno fatto della propria femminilità, della propria forza e della propria cultura la propria bandiera, spesse volte con più capacità e carattere degli uomini, ma nella stragrande maggioranza dei casi vittime del pregiudizio delle donne stesse. Proprio così perchè come poche ore fa ha detto qualcuno a cui siamo portati a dar sempre ragione e a dire sì, le donne con carattere e personalità devono combattere due tipi di pregiudizi, quelli contro le donne in generale e quelli contro le donne con carattere.
Tutto vero, le donne come Beatrice sentono tutto il doppio, ogni singola emozione la vivono amplificata e tutto ciò spesso porta a perdere il controllo, perchè non solo devono combattere per loro, ma anche per chi non ha la loro forza. Sono riflessioni che le donne non capaci di ribellarsi a una società prevalentemente maschilista, dovrebbero tenere a mente come se fossero versetti della Bibbia, quelle donne che vedono in Beatrice ciò che loro vorrebbero essere e per frustrazione la attaccano sui social.
Le donne che oggi difendono Varrese sono donne che hanno perso in partenza, donne che giustificano la prevaricazione dell’uomo e che con il loro endorsement all’ex Carramba boy avallano violenza verbale e maschilismo. E’ davvero questo che vuole la maggior parte delle donne italiane? La solidarietà femminile è solo di facciata? In questo momento mettere la testa sotto la sabbia serve solo a favorire una parità che non arriverà mai, più donne come la Luzzi nelle nostre vite.
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