Enzo Iacchetti diffida Meta e denuncia gli autori dei post offensivi
Enzo Iacchetti passa alle vie legali contro alcuni contenuti diffamatori circolati su Facebook nelle ultime settimane. Il conduttore di Striscia la Notizia, tramite i propri legali, ha formalmente diffidato Meta Platforms chiedendo la rimozione immediata di una serie di post ritenuti “gravemente e gratuitamente offensivi”, oltre che falsi e lesivi della sua immagine.
Lo rende noto un comunicato stampa diffuso dalla produzione del tg satirico di Canale 5:
“I post segnalati – provenienti da diversi profili – presentano fotomontaggi e testi calunniosi e mendaci – alcuni che lo accostano all’ideologia nazista – del tutto estranei a qualsiasi forma di legittima manifestazione del pensiero, oltre che in violazione del diritto all’immagine e degli standard della community della piattaforma”
La diffida a Meta
Nella diffida, inviata all’impresa statunitense, viene richiesta non solo la rimozione immediata dei contenuti, ma anche l’adozione di misure idonee a impedirne la ripetizione: In caso contrario, Iacchetti si riserva di agire “in sede giudiziaria, anche d’urgenza, per il risarcimento dei danni subiti”.
I post incriminati
Nel dettaglio, alcuni post raffigurerebbero il conduttore con baffi che richiamano esplicitamente l’iconografia di Adolf Hitler; in altri casi, verrebbe rappresentato in atteggiamenti contrari all’Italia, “con l’evidente intento di denigrare e mistificare la sua immagine pubblica”.
Secondo i legali del comico, questi contenuti violerebbero non solo il diritto all’immagine ma anche gli standard della community della piattaforma social.
La denuncia-querela contro gli autori
Oltre alla diffida nei confronti di Meta, Iacchetti ha annunciato anche la presentazione di una denuncia-querela nei confronti degli autori dei post offensivi e diffamatori in quanto “responsabili della diffusione consapevole di contenuti falsi, denigratori e istigatori all’odio”.
L’ipotesi di reato è quella di diffamazione aggravata e di “ogni ulteriore fattispecie di reato che dovesse emergere nel corso delle indagini”.
La decisione è stata presa non solo per tutelare la propria immagine e reputazione, ma anche per contrastare l’uso distorto dei social network come veicolo di odio e disinformazione. Un po’ la stessa scelta fatta da Mediaset nei giorni scorsi contro Fabrizio Corona.
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