Bruno Barbieri è tornato domenica 7 settembre su Sky Uno con una l’ottava edizione di 4 Hotel.
Lo chef, che ha sette stelle michelin e che sin dall’inizio di MasterChef Italia è uno dei giudici della trasmissione, non si è adagiato sugli allori, ma ha sempre viaggiato cercando di imparare e il nuovo.
Bruno Barbieri, grazie al suo lavoro, ha girato non solo tutta l’Italia, ma anche il mondo, così che ha potuto mettere nei suoi piatti qualcosa di ogni Paese visitato.
E ora ha parlato di 4 Hotel e anche di MasterChef, dando consigli ad albergatori e cuochi e svelando cosa bisogna fare per emergere nel mondo di oggi.
Bruno Barbieri svela l’obiettivo di 4 Hotel
Bruno Barbieri, in una lunga intervista rilasciata a FanPage, ha rivelato cosa cerca di fare da anni a 4 Hotel:
“In questi anni abbiamo voluto, e ci stiamo riuscendo, far capire ai giovani albergatori che l’hotelleria italiana è il biglietto da visita del nostro paese. Molte cose sono indirizzate agli alberghi a gestione familiare, quelli che si trovano più in difficoltà, in termini di investimenti. 4 Hotel entra nelle case degli italiani e abbiamo cercato di uscire da certi circuiti, ci sarà sempre chi va in centro a Venezia o Firenze, ma esiste anche l’hinterland. Noi permettiamo a chi non ha potenza economica di approdare a un certo mercato. L’Italia ha dei borghi nascosti dal Nord al Sud e guardando il programma, anche fuori dall’Italia, si accende come una lampadina e arrivano anche stranieri. Poi, ovviamente, si tratta di valorizzare non solo il borgo sconosciuto, ma anche chi ci lavora, quindi piccoli imprenditori, produttori. Puntiamo su quello che l’albergatore offre al turista, magari scopriamo che in un posto sperduto, in cui nessuno se lo aspetta, c’è un campo per giocare a golf”.
Ecco qual è il consiglio che Barbieri dà a chi lavora nel mondo della cucina e dell’hotelleria:
“Lo dico da sempre, ai ristoratori, ai miei chef, alla gente che lavora con me “in cucina e nel piatto deve esserci il tuo io”. Vale lo stesso per l’hotel, quindi all’albergatore dico sempre “raccontati”. È così che, magari, parlando delle proprie idee, del vissuto, si capisce perché un tappeto è messo in un certo modo, o perché l’accoglienza si fa in un altro. Le persone vogliono raccontarsi, ed è estremamente interessante. Bisogna uscire dalla propria comfort zone, il mondo va avanti a mille all’ora e bisogna stargli dietro. In giro per il mondo accadono cose meravigliose e se vuoi essere all’avanguardia, se vuoi essere e diventare il numero uno, se vuoi diventare protagonista di un mercato enorme devi uscire, capire che cosa succede fuori”.
Bruno Barbieri ha affermato qual è la propria soddisfazione più grande:
“La vita è fatta anche di sconfitte, da cui si imparano cose meravigliose, un sacco di storie, la sconfitta non è mai una sconfitta, è l’inizio di una partenza e probabilmente l’inizio di un nuovo successo. La mia soddisfazione più grande è quella di aver visto i miei clienti andar via dai ristoranti dove lavoravo con la felicità di aver mangiato bene. Ma, se devo dire, un’altra grande vittoria per me, è quella di incontrare ragazzi che hanno lavorato con me e che oggi, magari, sono chef in giro per il mondo, a Londra, negli Stati Uniti, in Australia e raccontano nella loro storia un pezzo di Bruno Barbieri. È quello che mi appaga di più, del resto non me ne frega niente”.
La risposta di Barbieri alle critiche di ex concorrenti a MasterChef
E poi, alla domanda sul fatto che molti aspiranti chef che approdano a MasterChef Italia poi si lamentano delle poche opportunità lavorative e chiamate dai ristoranti, Bruno Barbieri è stato piuttosto duro:
“Non raccontiamoci balle, se c’hai la stoffa, se hai quella manualità, quella voglia, quei sogni, le cucine italiane sono aperte. Il problema è averli. Chi arriva a Masterchef ha talento, ma poi deve avere la forza di non farsi travolgere, bisogna fare dei sacrifici, tirarsi su le maniche. Se vai a lavorare da Antonino Cannavacciuolo, nella sua cucina, non ti regala niente, anche se sei uscito da Masterchef, anche se l’hai vinto. Devi comunque dimostrare chi sei e farlo veramente, perché la cucina è sacrificare la propria vita, la vita degli altri, della tua famiglia. Ci vuole tempo, non ti regala niente nessuno, non ti entra il talento dalla finestra. Devi avere pazienza, se non ce l’hai non vai da nessuna parte. Chi arriva in un programma come Masterchef fa il suo percorso, però deve capire che è all’inizio della carriera, si pensa di saper fare tutto, ma non è così. Poi sei condizionato dal fatto che stai facendo televisione, ci sono le copertine dei giornali, che c’è un mondo televisivo, ma devi capire cos’è che vuoi fare. Devi farti delle domande, perché la televisione è una di quelle cose che oggi ci sei e domani chissà, sei diventato vecchio e non servi più. Bisogna essere attenti a sapere cosa si vuole fare nella vita”.
Infine Bruno, nonostante tutto quello che ha fatto in vita sua, ha ammesso di avere ancora dei sogni nel cassetto:
“Senza ombra di dubbio. Ma devi comunque saper dimostrare chi c’è dietro quel talento. Ancora oggi, alla mia età, tralasciando quello che faccio e le trasmissioni TV, i ristoranti, ancora oggi ho dei sogni nel cassetto, potrei dire “sto bene, sto per cavoli miei, vado in giro per il mondo. E invece ho ancora dei sogni, è la vita ad essere un sogno e se non ne hai è finita. È finita a vent’anni, è finita a 30, è finita a 50 e a 60, lo dico sempre ai miei nipoti, se avete dei sogni andrete avanti, non se non li avrete la vita rischia di diventare una cosa banale“.

