Ciao Darwin, quando lo show invecchia ed invecchia male.
Ennesima sconfitta per Ciao Darwin 9, The Voice Kids, la proposta di Rai1, continua a vincere nella battaglia degli ascolti.
Il tanto acclamato show di Paolo Bonolis e Luca Laurenti, su cui la rete ammiraglia di Mediaset aveva puntato tanto, si sta rivelando una semi delusione; certo non in termini assoluti di ascolto, anche se le percentuali continuano a scendere, ma sicuramente su un piano di interesse generale.
Le radici di quella che, in fin dei conti, può considerarsi una debacle non da poco, non vanno tanto ricercate nella proposta concorrente, ma nel programma stesso.
Il programma, come anche i suoi contenuti, è nato come allusione, in chiave ironica e parodistica alla teoria dell’evoluzione di Charles Darwin, come definito dagli stessi autori, uno show “antropologico”, la cui prima edizione risale al 1998, 25 anni fa.
Se all’epoca si trattava, sicuramente, di un format “innovativo”, ironico e spregiudicato, oggi il tutto appare obsoleto e non al passo con i cambiamenti che, nel frattempo, hanno investito la nostra società.
La divisione in categorie prestabilite, incasellate in schemi rigidi e pregiudiziali, cozza con un mondo che le etichette le combatte ogni giorno.
Questa sovraesposizione di ragazze seminude, richiama imprescindibilmente, quei lontanissimi anni 80, quelli di Drive In e Cin Cin: le donne esposte come merce sugli scaffali è l’antitesi di una battaglia senza sosta che vede le donne impegnate quotidianamente a rivendicare il proprio diritto di “persone”, di esseri pensanti al di là del loro corpo.
Smontata quindi la parte antropologica, di cui, se mai c’è stata realmente qualche traccia, si è ormai definitivamente consunta, si potrebbe puntare sull’ironia.
Ma, sicuramente, l’ironia non è una serie di battute, anche abbastanza scontate, da bar dello sport.
Diciamocela tutta, se Bonolis e Laurenti riescono comunque a portare, in qualche modo, la nave in porto, il format è invecchiato, e anche male.