Calcioscommesse, Caterina Balivo furiosa sui social, arrivano le risposte stizzite degli utenti, ecco cosa è successo

La piaga del calcioscommesse sembra essere tornata prepotentemente in auge nelle ultime ore dopo le dichiarazioni di Fabrizio Corona anche se a quanto pare coloro che sono indagati non avrebbero scommesso sul calcio, ma su altro. Benchè si stia parlando di ludopatia, Caterina Balivo in un post poi rimosso su “X” ha condannato quei calciatori che si sarebbero lasciati travolgere dal vortice delle scommesse e i toni non sono stati tra i più accomodanti, ecco cosa ha scritto :

“Ma dico io? Siete famosi, avete gli onori della gloria, ci sono milioni di tifosi che vi sostengono ogni giorno e di sicuro non avete il problema di mettere il piatto a tavola. Che bisogno c’è di scommettere? Pensare alle Forze dell’Ordine a Coverciano mi rattrista molto”

Ma non finisce qui, a una utente che le ha fatto notare che sarebbe il caso che parlasse del grave problema della ludopatia nel suo programma, in quanto è una grave patologia, la conduttrice ha risposto :

“Più volte e a lungo fatto, ma scusami con loro ho poca comprensione”

Molti hanno condiviso lo sfogo della Balivo, altri utenti invece hanno fatto presente quanto anche personaggi dello spettacolo e dello sport possano soffrire di una tale patologia e che non è giusto metterli alla gogna. Vista l’innumerevole mole di commenti e rendendosi conto che il post correva il rischio di essere strumentalizzato, la conduttrice poche ore dopo lo ha rimosso. Troppa acredine da parte della Balivo o troppa comprensione da parte dei social ? Cosa ne pensate?

Autore

  • Giuseppe Scuccimarri

    Giuseppe Scuccimarri, classe 1969, esperto di televisione e cronaca rosa con interessi anche per l'attualità e la politica nazionale e internazionale. Autore della commedia "Il delitto di Lord Arthur Savile" (2002) e del musical "La vita è una splendida canzone" (2014), ghostwriter per diversi autori e paroliere, amante della scrittura e della letteratura italiana e straniera.

Scritto da Giuseppe Scuccimarri
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