Un vero e proprio incubo trasformatosi poi in una prova di grande forza di volontà. Dopo il brutto incidente d’inizio estate durante il concerto gratuito a San Salvo Marina (Chieti), Noemi ha deciso di rompere il silenzio in un’intervista rilasciata a Tv Sorrisi e Canzoni, raccontando con estrema trasparenza la reale gravità delle ferite riportate nell’impatto.
La cantante romana, caduta dal bordo del palco mentre intonava il brano Briciole per avvicinarsi al pubblico, aveva inizialmente rassicurato i fan parlando di un “grande spavento” e di qualche acciacco che la costringeva a un mese di stop forzato. Ora, a distanza di qualche settimana e dopo essere tornata a esibirsi da seduta, sono emersi i dettagli clinici dell’accaduto.
Il bollettino medico shock: “Vedevo l’osso della fronte”
L’artista ha ricordato gli attimi di terrore vissuti subito dopo aver perso l’equilibrio:
- Le fratture riportate: Rottura del bacino, di un ossicino della mano e la scheggiatura della quinta vertebra del collo.
- Il trauma alla testa: Un violento impatto frontale che ha causato il distacco della cute lasciando visibile l’osso della fronte.
- La paura di restare paralizzata: L’angoscia iniziale di essersi lesionata irrimediabilmente la spina dorsale.
“Gli americani dicono ‘Shit happens’, ma ti dà delle opportunità. Per tre settimane sono stata ferma e immobile a letto, poi ho iniziato una fisioterapia blanda. Pensavo di essermi rotta la spina dorsale, ma l’ironia e la musica mi hanno salvato.”
Il ritorno sul palco di Noemi e il successo di “Tu cosa fai questa sera”
Nonostante la convalescenza, la cantautrice ha canalizzato il periodo di riposo forzato nella creatività. Senza farsi abbattere, è tornata in tour presentandosi in scena con le stampelle per poi cantare seduta su una poltrona, trovando nel contatto con i fan l’energia necessaria per superare il trauma.
L’incidente non ha fermato la corsa del suo tormentone estivo “Tu cosa fai questa sera”, brano in vetta alle classifiche che la cantante ha dedicato alla figura di Raffaella Carrà, riprendendone la leggerezza e lo stile interpretativo.




